TECNICA DA ADOTTARE PER LA FOSSA UNIVERSALE E PER LA FOSSA OLIMPICA - DISCUSSIONE

Negli ultimi mesi del 2009 abbiamo voluto dedicare questo Spazio alla Tecnica della Fossa Universale, oggi 18/05/2010, riteniamo utile allargarlo anche alla Fossa Olimpica, essendo affini molte tematiche.
Riportiamo in questo allegato l'Archivio dei Capitoli e degli interventi precedenti fino alle ore 15.00 del 09 Novembre 2009
Vi invitiamo dunque ad ampliare i vostri interventi anche alla Fossa Olimpica.

armani roberto 09/11/2009 ringrazio di cuore Africano,
per aver creato questo spazio specifico per la tecnica della Fossa Universale.
Roberto

Vigo Africano 10/11/2009 Roberto, io nella fossa Olimpica assumo una posizione dei piedi e quindi delle spalle, tale che la retta che li congiunge forma un angolo di 45° con il lato superiore della pedana o della buca e mi pongo al centro della pedana.
Per la Fossa Universale:
a) Scelgo di stare più vicino al lato della pedana più lontano dal centro buca.
b) la posizione dei piedi è leggermente più divaricata per un equilibrio maggiore ed assumo in prima pedana un angolo maggiore di 45° che diminuisce in seconda pedana ritornando a 45° in terza e quindi in maniera opposta (riducendo l'angolo di 45° nelle pedane quattro e cinque).
Tutto questo per poter ottenere un vantaggio sulla rotazione estrema dei traversoni.
Cosa ne pensi?

Petrella Maria Carmela 10/11/2009 Ben ritrovati su questa nuova pagina! complimenti! ho riflettuto parecchio per quanto riguarda l'impostazione dei piedi e sinceramente credo che quando ci si adopera per stare in pedana nella FO quella che si è trovata è sicuramente quella buona che ci permette di girare a dx e a sx nello stesso modo fluido, riflettendo nella FU io personalmente mi ricerco la stessa posizione facendo caso sempre alla stessa frontalità di spalle in proiezione di dove vado a puntare le canne e cercare sempre di evitare di sentire movimenti forzati.

Vigo Africano 10/11/2009 Carmela, ti ringrazio perchè hai saputo tradurre in maniera pratica quello che io ho cercato di esprimere in maniera geometrica.

armani roberto 10/11/2009 Per Carmela e Africano,
penso che che la vostra impostazione vada benissimo così, soprattutto se da delle sensazioni di naturalezza, che come sapete anch'io ricerco sempre;
quindi consiglio di non cambiare nulla a meno che non ci si accorga a volte di trovarsi in difficoltà, frequenti, su qualche tipo di bersaglio (vedi qualche traversone).
Vorrei però provare ad intenderci:
il vantaggio sui traversoni ( intendo quelli che ci obbligano a partire dall’interno buca verso l’esterno, cioè sinistri quando sei a sinistra e destri quando sei a destra), secondo me si può prendere in questo modo:
- posizionando la partenza delle canne come abbiamo già visto in precedenti interventi spostata dal centro buca (in modo più o meno evidente);
- impostando i piedi (e di conseguenza lievemente anche gambe e busto)leggermente verso il possibile traversone esterno (pedana 1 e 2 a sinistra con traversoni sinistri, pedana 4 e 5 a destra con traversoni destri) preciso che non deve risultare una costrizione, se si dovesse percepire come tale non la metterei in pratica, e come già detto è molto lieve, si può tradurre per capirci anche in un piccolo spostamento della punta del solo piede sinistro che si aprirà un po’ a sinistra in pedana 1 e 2 oppure si sposterà lievemente verso destra in pedana 4 e 5.
La cosa importante però, al di là di questi accorgimenti personali, e intendiamoci, discutibilissimi,
per me è proprio l’approccio mentale di preparazione all’intervento;
cioè durante la fase di presa di possesso dell’area di fronte a noi, quando appunto chiudiamo il fucile e iniziamo il nostro posizionamento, è lì che la nostra mente deve pensare al possibile campo d’intervento, e di conseguenza verrà l’imbracciatura e il posizionamento finale.
per quanto riguarda il posizionarsi vicino al lato più esterno della pedana dico solo attenzione a tenere ben presente dove si trova anche il microfono che è meglio avere sempre a portata di voce…

Chiedo scusa, mi rendo sempre più conto di quanto è difficile provare a dire UNO COME FA A SPARARE che SPARARE..
Concordate con me quanto sarebbe più semplice trovarci su un campo di tiro e tirare a qualche piattello insieme?!!
Sperando di farlo al più presto, vi mando un abbraccio.
Roberto.

Petrella Maria Carmela 11/11/2009 Che bella la frase Presa di possesso! condivido pienamente tutto! Oggi non posso soffermarmi di più ma mi rifarò! Un Salutone

Petrella Maria Carmela 12/11/2009 Buongiorno a tutti! sempre premettendo che chiunque voglia fare domande oppure dire la propria esperienza può farlo in qualsiasi momento (per dire che non voglio troncare gli argomenti)volevo chiedere cosa ne pensate della preparazione pre-pedana?

ricciardi silvio 12/11/2009 PER ROB.ARMANI . - La Pretella ha gettato il sasso. Preparazione pre pedana. Dai Roberto hai da mordere, l'argomento è complesso perchè dovrebbe disegnare la giornata - e la notte !! -dei tiratori e delle tiratrici che precede l'inizio della competizione fino alla chiamata in pedana.

armani roberto 12/11/2009 vi dico al volo, che a proposito di preparazione pre-pedana, ho letto un articolo molto interessante di F.Partigiani sull'ultimo notiziario FITAV, che parlava proprio di esercizi di riscaldamento;
spesso mi capita di leggere attentamente queste sue indicazioni sempre precise e interessanti, quindi invito a dare un occhiata anche voi tra l'altro nell'articolo successivo c'è il mitico Pellielo...provate a leggere quello che si ripeteva nella mente..solo davanti alla buca di Pechino..
Poi magari, come al solito riordino le idee, e vi dico come faccio io, chiedendo senz'altro anche l'aiuto di Silvio, della stessa Carmela, anche lei con tanta esperienza da mettere in campo, e di tutti quelli che vogliono dire la loro;
E' vero Silvio gli aspetti sono tanti, dalla preparazione fisica a quella mentale e anche qui credo tutte molto personali.
Ciao e a presto.
Roberto

Vigo Africano 12/11/2009 Allego l'articolo dell'ultimo Notiziario FITAV citato da Roberto: L'importanza del riscaldamento nel Tiro a Volo.

armani roberto 12/11/2009 ho pensato, ripensato…scritto diverse cose…cancellato tutto..
perchè ho deciso di guardarmi bene dentro…pensare davvero alla mia preparazione….preparazione di un tiratore amatoriale quale sono…
perché voglio rispondere a Carmela qualcosa che sia vero…allora ho guardato e pensato ancora a me stesso quando vado a fare una gara…
sai qual è la verità Carmela?..anche se leggo tanti interessanti articoli sulla preparazione fisica…e sono convinto della grande importanza dell’alimentazione…e in definitiva di quanto il nostro sport richieda tanto sacrificio sotto tanti aspetti….
io non ho una preparazione di questo tipo…e spesso anche il giorno prima della gara sono immerso nel mio lavoro, oppure ho tanti pensieri quotidiani da rincorrere….e ogni tanto mi viene in mente tra una corsa e l’altra che domani ho una gara importante…una gara a cui tengo molto, e tra una cosa e l’altra viene sera e se hai una famiglia non fai quasi in tempo ad andare a dormire che sta suonando la sveglia e devi correre giù a preparare borsa, giubbino, fucile, cartucce e partire..
..da quel momento cerco di trovare la mia serenità, avvicinarmi al mio mondo del tiro a volo che durerà il tempo della gara, magari un paio di giorni…duranti i quali cercherò con tutte le mie risorse fisiche e mentali di dare il meglio di me stesso….anche se sono un tiratore amatoriale…anche se non sono riuscito a fare tutto quello che avrei voluto….
..mai stanne certa Carmela…non mi precluderò nessun risultato…nemmeno quello di vincerla quella gara….

…ho riletto quello che ho scritto…
…si, adesso sono stato vero e sincero..
Roberto

Petrella Maria Carmela 13/11/2009 Buongiorno ! Bhè devo essere sincera apprezzo moltissimo la tua verità e non ti nascondo che anche per me risulta essere più o meno la stessa. Proviamo tutti insieme a dire ognuno la sua aspettando qualcuno più ferrato di noi che intervenga a dare un proprio contributo in merito. So ad esempio e cerco anch'io di farlo che il giorno prima è meglio non parlare di piattelli così come durante la gara. Siccome l'impegno richiesto è tanto al di fuori della pedana bisognerebbe scaricarsi. Il Pre-pedana invece lo ritengo molto importante per la preparazione mentale e l'approccio con la gara, si gli esercizi di riscaldamanento sono importanti,alzarsi 3 ore prima e andare a camminare un po' è importante ma mai come ho bisogno di un piccolo ritiro mentale per ripassarmi con serietà tutti i movimenti, le imbracciate tutto ciò che mi prepara ad andare in pedana pronta. Scusate non sono brava nelle spiegazioni ho provato a dire la mia!

armani roberto 13/11/2009 ..sapevo che la tua esperienza avrebbe contribuito all'argomento,
condivido tutto quello che hai detto.
ciao

ricciardi silvio 13/11/2009 CARTUCCE F.U. - . Argomento splendido che va visto, però, nella sua complessità. Non vi dirò le mie scelte,- nessun segreto io sparo Clever Grand'Italia 7 e mezzo per entrambe le canne - ma vorrei, con Roberto Armani avere una serie di testimonianze di alto livello - Scalzone, Lavagetti - Ravera - Venturini - Viscovo - perchè sono convinto che la scelta delle cartucce sia relativa SOLO alle caratteristiche delle canne che si usano. Impossibile tirare, a mio avviso, dell'otto con prima canna 5/6 decimi, ogni ritardo sarebbe uno zero, mentre una notissima campionessa spagnola spara solo dell'otto avendo un fucile che ha entrambe le canne 10 decimi. Dov'è la verità, diteci come avete effettuate le vostre scelte signori delle pedane, forse per me ogni nuovo orientamento sarà inutile, ma alla platea dei lettori nascosti i vostri insegnamenti saranno sicuramente di enorme aiuto. Grazie.

scalzone roberto 13/11/2009 Io ho sempre tirato con cartucce 7 e mezzo sia di prima sia di seconda, pero' usavo canne con lo strozzatore in prima canna con 4 decimi solo per il fatto che i piattelli non sono molto veloci alla f.u. Poi per quanto riguarda la posizione in pedana certamente cambia da pedana a pedana, per esempio in prima e seconda pedana vado con il corpo direttamente dove punto il fucile, invece in quarta e quinta inbraccio come se dovessi sparare in f.o. ma porto direttamente il fucile dove punto.Vi chiederete perche imbraccio come la f.o. per il semplice fatto che il piattello dx in 4 e 5 pedana e quello piu difficile quindi con quella posizione smusso un po' l'angolazione.Mentre in 1 e 2 e vero che il piattello sx e quello difficile ma per noi tiratori destri si hanno meno problemi a raggiungerlo.

armani roberto 13/11/2009 ..grazie Roberto, i tuoi consigli sono un tesoro per tutti i tiratori di F.U. e tu come sempre ti dimostri un campione anche di disponibilità ad intervenire nei vari argomenti.
Auguro a te e a tutti gli amici del forum un buon fine settimana.
ciao Roby e a presto.

Vigo Africano 13/11/2009 Caro Roberto, anche se non sono un tiratore del vostro livello, mi permetto di dire la mia.
Condivido totalmente quanto da te affermato relativamente alle difficoltà per noi tiratori destri e pertanto anche io cerco di regolarmi in questa maniera.
Tuttavia, almeno quì da noi, dove le gare di Fossa Universale regionali si fanno quasi unicamente due volte all'anno, i Gestori, poichè i Coordinatori tralasciano la loro funzione quasi normalmente e figuriamoci poi per la negletta Fossa Universale, regolano solo l'angolazione e l'altezza del piattello (ovviamente ad occhio), mentre per la caduta (60,65,70 ed un solo piattello a 75 mt) non toccano minimamente la regolazione delle molle precedente della Fossa Olimpica (70,72,75 mt). Pertanto noi normalmente spariamo su uno schema IBRIDO = UNIVERSALE/OLIMPICA. Capirai che le difficoltà da te indicate si esasperano ancora di più.

scalzone roberto 14/11/2009 Per Afri,allora se le angolazioni aumentano si deve aumentare la distanza del fucile dal centro della buca, per esempio se sono in prima pedana mettero' il fucile a sx del centro anche un metro e mezzo dato che le difficolta' maggiori sono sul piattello sx, un po' meno in seconda, poi per quando riguarda la 4 e la 5 ti dico che io imbraccio come se dovessi sparare alla fossa olimpica ma' mettendo il fucile direttamente devo decido di puntare cioe' spostato a dx cosi con corretta posizione dei piedi con una corretta posizione del fucile mi aiuta a seguire il dx in modo piu' preciso, e io preferisco puntare basso alla buca.

Vigo Africano 14/11/2009 Caro Roberto nel mio piccolo opero esattamente come hai descritto cercando sempre di dare il vantaggio ai piattelli destri, essendo per me il piattello più ostico. In realtà spostandomi anche sempre sul lato esterno della pedana, a sinistra in pedana 1 e 2 e a destra in pedana 4 e 5, riesco a sparare i piattelli angolati quasi quando si trovano perpendicolarmente alla mia posizione di pedana o appena dopo.

Petrella Maria Carmela 14/11/2009 Per Roberto, quanto mi penalizza avendo la I canna 7/10 e sparandoci sia le 28 gr che le 24 - 7,5 per entrambe le canne? ti premetto che da come dicono ho un mezzo tempo veloce - con i piattelli che sono qui da noi spesso anche un po' durini mi daresti un tuo consiglio?

scalzone roberto 14/11/2009 Per Afri,prova a ragionare un attimo piu' ti allontani dalla pedana tre e piu aumenta l'angolazione? Credo siamo d'accordo su questo quindi per cercare di smussare un po di angolo io se fossi in te mi metterei sul lato piu a dx possibile sulla 1 e 2 e piu a sx possibile sulla 4 e 5, e metterei il fucile spostato a sx del centro anche piu di un metro dalla pedana 1 un po' meno dalla 2 e chiaramente il contrario in 4 e 5.

scalzone roberto 14/11/2009 Per Carmela, io credo che 7/10 di prima canna sia un po' strettina anche se hai un mezzotempo io proverei a sparare un po' piu' largo,poi in f.u. avere un tempo non velocissimo io credo sia anche meglio l'importante e seguire il piattello e non farti seguire da lui, con 28 grammi ne hai di piombo.

Vigo Africano 15/11/2009 Non credo di essermi espresso bene. Certamente (es. in pedana 1) più mi sposto a sinistra e più aumenta l'angolazione per il traversone destro, mentre ho più spazio e tempo in avvicinamento per il traversone sinistro. Per il traversone destro, poichè punto circa 1,5 mt dal centro buca (poco prima dove sbucherà questo traversone ed avendo impostato il busto con un angolazione con vantaggio a dx, la mia rotazione non è più così spinta (almeno credo). In definitiva mi sembra di mediare le due difficoltà create dai due opposti traversoni.

scalzone roberto 15/11/2009 Per Afri, il problema in prima e in seconda pedana non e il dx secondo me ma il sx che ha un'angolazione molto superiore a 45 gradi, se hai problemi con il dx secondo me fai un errore di impostazione, prova a impostarti direttamente sul tuo punto di puntamento.Ps. Spiegarle per iscritto queste cose non e facile ma pian pianino ci proviamo.

Vigo Africano 15/11/2009 La tua esperienza è di gran lunga superiore alla mia. Appena troverò un Campo (cosa non facile) programmato per Fossa Universale, proverò quanto tu mi dici, ma pur impostandomi come hai detto tu (verso il puntamento), penso che spostandomi ancora sul lato sinistro della pedana (es: Ped. 1 e 2) dovrei avere un maggiore vantaggio (spazio e tempo) per il piattello sinistro che certamente è quello più difficoltoso in questa pedana, anche se il destro conserva quelle difficoltà che dà il piattello mezzo destro.

scalzone roberto 15/11/2009 Per Afri, il piattello mezzo dx dalla pedana 1 e 2 e quasi un centrale non da molti problemi se hai una corretta posizione dei piedi.

Vigo Africano 15/11/2009 Quello che ho chiamato mezzo destro, voleva indicare il traversone destro (macchina n° 1), perchè posizionando il busto nella posizione di mira (come F.O.) ad un 1,5 mt a sinistra dal centro buca, il traversone in definitiva diventa come un mezzo destro (da 5° a 10°) ai fini della rotazione. Credo che sia simile al concetto che tu hai espresso sopra (centrale).

scalzone roberto 15/11/2009 Afri e li che sbagli in prima pedana non devi metterti come se sparassi alla f.o. quello devi farlo in 4 e 5 invece in prima e in seconda prova a metterti con il busto diretto verso il centro e vedi che il mezzo dx ti diventa un quasi centrale.PS. centro intendo dove punti il fucile.

Vigo Africano 15/11/2009 Roberto, se vedi già il mio primo intervento in merito, io mi riferisco come posizione in Pedana n° 1, con il busto nelle stessa posizione che assumo per la F.O. ma riferito ad una buca che fosse virtualmente ortogonale alla mia linea di mira (1,5 mt a sinistra del centro buca della F.U.). E' per questo che dico che il traversone destro è simile ad un mezzo destro che ha una angolazione da 0° ad un massimo di 10°. Credo di esprimere con mie parole esattamente quello che tu mi stai consigliando. L'unica differenza è che io mi posiziono nella parte sinistra (esterna) della pedana n° 1 (più lontano dal centro buca), mentre tu mi sembra di aver capito che consigli di scegliere il lato interno della pedana (ovvero più vicino al centro buca).

scalzone roberto 15/11/2009 Ora ci siamo finalmente, si io preferisco stare quanto piu' e al centro e possibile, per smussare quanto piu e possibile l'angolazione del piattello sx. Poi Quando vuoi parliamo della pedana 4 e 5.

Vigo Africano 16/11/2009 Ma in quella posizione non sei costretto ad una rotazione a sinistra, anche se pur minima, maggiore?
Io cerco di spararlo quando è perpendicolare all'altezza della pedana (se ci riesco!) o poco dopo, ed ovviamente per il mio tempo di fuoco (che certamente è notevolmente inferiore al tuo), stando all'esterno della pedana guadagno un pò di spazio e quindi tempo, anche se il piattello è più distante (poco) dalla mia postazione in senso ortogonale.

scalzone roberto 16/11/2009 Afri il sx per noi dx non e' un grosso problema anche se lo spari un po'piu' tardi della tua perpendicolare non fa nulla l'importante per facilitare il tiro e quella di smussare il piu possibile l'angolo.Ps.il sx dalla prima e un piattello impegnativo solo perche ci sorprende dato la sua grande angolazione e molte volte ci spariamo dietro quindi meglio accompagnarlo qualche metro in piu dato propio per la sua grande angolazione non va tanto lontano da noi, e poi le lo spari nella tua perpendicolare non e facile dare il giusto anticipo secondo me.

Frongillo giuseppe 16/11/2009 Per Vigo: Dove potremmo mettere in pratica i consigli di Roberto ? Esiste un campo preposto alla F.U. ?

Vigo Africano 16/11/2009 Ok! Ti ringrazio per questi tuoi sapienti consigli. Un forte abbraccio e spero di vederti nei giorni di Natale, dove resterò perchè viene da Milano mio figlio con la sua Famiglia.
Seguici sempre! Grazie.

Vigo Africano 16/11/2009 Per Frongillo - E' proprio questo il problema che, come ho letto nell'intervento di Massimo Grazini nel Tema : Fossa Universale, sembra non essere un solo problema della Campania.
Ho parlato con un Gestore, attualmente in riposo forzato, che sta accarezzando l'idea di fare un Quadricampo di sola Fossa Universale su un altro insediamento, non essendo più possibile utilizzare il suo vecchio. Potrebbe essere una scelta valida.
Un' altra possibilità, se il Comitato Regionale reputa la cosa interessante, sarebbe quella di chiedere agli Stand (multicampo) di tenerne attrezzato sempre uno per la Fossa Universale, ma a questa decisione dovrebbe essere propeudetico un buon Calendario di questa Disciplina, magari anche in concomitanza sullo stesso Stand con gare di Fossa Olimpica.

Frongillo giuseppe 16/11/2009 Semmai si arriverà ad un incontro Fitav Campania-Tiratori, questo potrebbe essere un punto di discussione importante.

Petrella Maria Carmela 16/11/2009 Salve a tutti! Grazie Roberto per la tua gentilezza vedrò come posso fare!

armani roberto 17/11/2009 ho letto tutti gli interventi in tutti i temi…e li ho trovati tutti interessanti, e piacevoli da leggere.

La frase dalla quale voglio partire questa volta, per parlare un pò di tiro insieme, è:
*…LA FOSSA UNIVERSALE E’ PIU’ FACILE DELLA FOSSA OLIMPICA.*
…mmmm…
no non ci siamo proprio, non è una frase che mi trova d’accordo..eppure è una frase che sento ripetere direi quasi da sempre sui campi;
ora per prima cosa io non so bene a cosa ci si riferisca con facile e difficile visto che come abbiamo visto e sentito più di una volta ad esempio per alcuni tiratori è difficile un piattello 45 gradi a destra o a sinistra mentre per altri è difficile un piattello centrale (parliamo in generale sia di F.O. che di F.U.);
questo solo per dire che il concetto di difficoltà non è uguale per tutti noi…ma ognuno ha la propria sensazione di difficoltà.
Poi voglio provare ad affrontare l’argomento dal punto di vista tecnico:
dicono che i lanci sono più lenti che all’olimpica, ma io l’unica cosa certa che so è che dovrebbero cadere ad una distanza inferiore che all’olimpica, ma parlare di lentezza direi che estremamente inesatto ed è qui ad esempio che compare la prima difficoltà della F.U. e cioè la sottovalutazione del bersaglio, e io la metto al numero uno;
proseguiamo poi ad esempio con tutte le considerazioni che sono state fatte sul diverso orientamento e impostazione che la F.U. ci obbliga a tenere diversificati per ognuno dei piattelli lanciati, ed ecco che abbiamo davanti un’altra bella e indubbia difficoltà rispetto al tenere sempre un’impostazione identica, mettiamola al numero due;
potremmo proseguire riagganciandoci al fatto che siamo più vicini gli uni agli altri, oppure ricordare la sensazione del fuori tempo che per natura la F.U. riserva proprio per la conformazione stessa delle macchine e dei lanci..ma voglio spostarmi dal lato che preferisco…quello mentale;
sapete qual è la difficoltà maggiore della F.U.?
è che gli zeri pesano come dei macigni, molto di più che in una gara di F.O., perché?..
perché se siete bravi e non avete sottovalutato il piattello, siete stati concentrati e siete riusciti a fare tutto per bene, beh allora vi renderete presto conto di quanti sono riusciti a fare come voi! E se per caso, per sbaglio, guardate il monitor di una gara internazionale vi accorgerete che al giro di boa dei cento piattelli ci sono due fenomeni con 100, sette con 99, tredici con 98 e via così…;
volevo dire,lo avete capito, che sbagliare un piattello alla F.U. può costare molto caro e ditemi voi se questa sensazione, da tenere sotto controllo, non è una difficoltà con la D maiuscola!
Ragazzi una gara di tre o addirittura quattro giorni da tenere a livelli stratosferici, è davvero una grande prova e tanti sono i fattori che entreranno in campo, e alla fine chi salirà anche sul terzo gradino del podio sarà davvero meritevole di tutti i nostri applausi.

..beh cosa vi aspettavate da uno che la F.U. la sente dentro, ogni tanto la sogna pure, e la pensa almeno una volta al giorno..?
p.s. speriamo che qualcuno non abbia capito che la F.O. è una cosa semplice….hahahaha
un saluto di cuore a tutti i veri grandi campioni di F.U. e F.O che conosco, e sono tanti, da un *piccolo* tiratore ma con una passione grande grande.
Roberto

scalzone roberto 18/11/2009 Roberto sai perche' i zeri alla fossa universale pesano come dei macigni come dici tu? La risposta te la sei data da solo quardando il tabellone a meta' gara, per il semplice fatto che la f.u. e un tiro piu facile rispetto alla f.o. ed e propio per questo che e piu difficile vincere perche tanti sparano ad altissimi livelli e alla fine c'e' una mucchia di tiratori in pochissimi piattelli.

armani roberto 18/11/2009 ..grazie Roby, penso che la tua disamina sia perfetta, unica cosa però da tenere bene a mente è che la tecnica dell'universale va posseduta per essere ad alti livelli, ed essere un campione di F.U., come ad esempio tu sei, comporta non pochi sforzi ed esperienza nella specifica disciplina.
E' vero che guardando il tabellone sono in tanti con punteggi alti ma è altrettanto vero che sono quasi sempre nomi di tiratori noti e di solito specialisti dell'universale;
all'estero il fenomeno è ancora più marcato proprio perchè la cultura del tiro all'universale è molto sentita, più che in Italia, e sparano molto spesso alla F.U.
Quindi si, alla fine sono daccordo sul *più semplice* ma per farlo diventare semplice c'è bisogno di imparare a tirare all'universale, così da formarsi il bagaglio d'esperienza necessario per affrontare gare importanti.
Ti saluto con affetto, avendo sempre indelebile nella mia mente il tuo stile unico e inimitabile di tirare alla Fossa Universale, che spero di rivedere al più presto.
ciao Roberto.

Vigo Africano 18/11/2009 Esprimo un mio parere che certamente ha un valore molto inferiore al vostro.
A mio avviso la Fossa Universale richiede maggiore conoscenza tecnica della F.O.
Per quanto riguarda la difficoltà, se gli Schemi sono impostati secondo Regolamento Tecnico, allora la F.U. può considerarsi più accessibile, sempre tenendo conto che in definitiva si tratta di due Discipline simili, ma non eguali.

Petrella Maria Carmela 18/11/2009 Secondo me è più semplice solo per il fatto che ritroviamo stessi 2sx e stessi 2dx per tutte le pedane avendo solo 5 macchine a disposizione e aggiugno anche lo stesso centrale però concordo con i Roberti la realtà è comunque quella che devi essere abituato a fare grandi risultati e tenere questi risultati per diversi giorni sotto tensione non è semplice. Un solo piattello può fare la differenza ma questo però è per tutte le discipline. Io credo facile o non facile l'impegno deve essere assolutamente al massimo uguale per ogni altra disciplina.

scalzone roberto 18/11/2009 A parte la tecnica che per la f.u. si differenzia da pedana a pedana rimane il fatto che sia in f.u. che in f.o. olimpica bisogna star fermi sulla buca e seguire il piattello e mai il contrario e questa credo sia la base di tutte le tecniche del tiro?Per quanto riguarda i risultati bisogna preparare la mente ad altissimi punteggi e questo credo che manca ora ai nostri tiratori che ci hanno rappresentato in questi ultimi tempi, propio per la mancanza di gare a 200 piattelli in italia. Il vero problema credo la che la f.i.t.a.v. spesso va contro corrente tipo le gare sono a 200 piattelli e in Italia a 100, in tutto il mondo si spara 24 grammi e in italia alcune categorie 28gr.in tutto il mondo si spara a skeet con un regolamente mentre in Italia con 2 e cosi via.

Vigo Africano 18/11/2009 E' una battaglia che sto conducendo da tempo. Tutte le Discipline di Qualsiasi Sport, si praticano con le Regole Internazionali, da noi ci sono invece sempre i soliti inventori, in particolare per Skeet e Double Trap ( introduzione degli Schemi FITAV) e per la Fossa Olimpica la Distanza di caduta (70, 72 e 75 mt invece dell'unica misura internazionale 76 mt).
Per inciso ho visto che nella Circolare n° 2 della FITAV - Stagione Sportiva 2010, hanno riportato per la Fossa Universale l'età dei Veterani a quella della FITASC (56 anni).
Io continuo a dire che la Grammatura di piombo deve essere uguale per tutti a 24 gr, ma non mi ricordo se nella Fossa Universale la grammatura di piombo è uguale per tutte le Categorie (Senior, Junior, Lady, Veterani e Superveterani) a 28 gr anche in FITASC.

scalzone roberto 18/11/2009 In f.u. 28 grammi per tutti

scalzone roberto 18/11/2009 Secondo me siccome la vita ringraziando dio si e allungata dovrebbero allungare anche l'eta' dei veterani e super veterani. Tu che ne pensi?

Vigo Africano 18/11/2009 La suddivisione scelta dalla FITAV è senz'altro migliore (60 Vet. - 66 Mast.). Tuttavia la mia esperienza nell'ambito degli Sport Invernali - Sci Alpino, divide gli anziani in più fasce con forchette meno ampie di quelle nostre ( 6 o 10 Vet e indefinita per i Master). Forse bisognerebbe scegliere la partenza iniziale FITAV (60 anni) e suddividere in almeno quattro fasce. Per inciso quì da noi hanno comunque molto spesso presa l'abitudine di fare un solo premio riservato Veterani e Master insieme. Infatti nel nostro Sport purtroppo esistono questi Premi in danaro Riservati che complicano notevolmente le cose. Allora predilegiamo le due fasce FITAV.

Petrella Maria Carmela 19/11/2009 Ciao a tutti! bello allenare la mente ad alti risultati è bellissimo rende chiaro il concetto di essere campioni e quindi diversi dalla massa. La stranezza di una serie deve essere il 21 e non il 25, stanno qui tante differenze; mentre in un tiratore normale quando sta per fare 25 gli scoppia il cuore, per un campione fare 25 è una carica di autostima, di adrenalina è un pieno per affrontare altri Km. Il tiratore subisce lo scarico del risultato, il Campione prende il volo. Mi sbaglio?

scalzone roberto 19/11/2009 Per Carmela, hai centrato il punto secondo me,la differenza tra un campione e un appassionato e quella che il campione cambia l'energia negativa che hai in quei momenti terribili di quando stai sparando bene in energia positiva e invece l'appassionato purtroppo tante volte gli e' fatale e commette qualche errore di troppo.In f.u. universale la mente deve essere piu' che abituata al punteggio startosferico perche secondo me certi risulatti non te li puoi inventare e non devi avere nessun timore a farli.

Petrella Maria Carmela 20/11/2009 Mi piacerebbe approfondire di più quindi sono qui a chiedervi di nuovo ma Voi allenamenti a casa ne fate? parlo di imbracciate, simulazioni? Per Roberto se ne hai voglia mi descrivi una tua giornata di gara? parlo di preparazione mentale, so che sono sensazioni individuali perdona la mia curiosità femminile o voglia di imparare sempre di più.

Vigo Africano 20/11/2009 Se ti racconta un altra cosa, non crederci. Gioca a carte tranquillamente e poichè vince anche lì, trova quella serenità che è necessaria. Roberto, ovviamento scherzo. Aspetto la risposta che darai a Carmela.

scalzone roberto 20/11/2009 Io non ho mai fatto imbracciate o cose del genere a casa credo non servono a niente, quello che reputo molto importante e la preparazione fisica perche' penso che se uno sta bene con il fisico sta bene anche con la mente, ed e quella la cosa primaria nel nostro sport. Un'altro aspetto importante e quello di saper gestire bene la gara specialmente quando le giornate sono lunghe e tra una serie e' l'altra ci sono diverse ore di attesa, come dice il mio amico Afri anche giocare a briscole ti puo aiutare o magari leggere un libro senza sprecare energie che alla fine della giornata si fanno sentire specilamente nelle ultime serie si deve arrivare a tirare l'ultimo piattello come se fosse il primo della giornata. Come e molto importante alimentarsi nel modo giusto.Altra cosa non meno importante e sapere che la serie non comincia quando spari il primo piattello ma almeno una quindicina di minuti prima nel senso che devi cercare di immaginare quello che devi fare quando sei in pedana dopo e cercare li la concentrazione, quante volte cominciamo una serie e sbagliamo tra i primi piattelli e dopo tiriramo bene?????e poi diciamo ho cominciato che non ero molto concentrato allora bisogna cominciare a farlo prima e arrivare in pedana sapendo il da farsi.

armani roberto 20/11/2009 ..scusate per il poco tempo..sono un pò di corsa in questi giorni e così ho trovato appena il tempo di augurarvi un buon fine settimana;
poi, anche se Carmela credo si riferisse al grande Roberto, proverò anch'io a dire quello che faccio e soprattutto penso durante una gara;
e appena riesco inserisco qualcosa a cui sto pensando che spero vi piacerà leggere e sulla quale discutere come sempre.
ciao e se ci riuscite andare a tirare un pò!
a presto.
Roberto

Frongillo giuseppe 20/11/2009 PER SCALZONE: Quello che dici(mi permetto di darti del tu) è sacrosanto, ma noi tiratori della domenica conviviamo con mille problematiche che non ti fanno concentrare piu di tanto, ma quando questo succede i punteggi delle gare sono molto inresessanti, ma questo accade molto di rado ovviamente.
Distinti saluti,io sono di Trentola-Ducenta,vicino ad Aversa.

Petrella Maria Carmela 21/11/2009 Buongiorno a tutti! grazie Roberto! come sempre pronto e disponibile! condivido pienamente tutto, il fatto della preparazione fisica ho riscontrato che facendola praticamente, quando in un giorno di gara si viene da viaggi lunghi, stress durante gli allenamenti e un toccasana per mantenere la lucidità fino alla fine; la stanchezza è un fattore negativo e annebbiante per il tiro; sono poco pratica di alimentazione ove so che in tanti danno la giusta importanza ma spesso sono talmente presa che la dimentico proprio! la preparazione pre-pedana la sto imparando man mano. Devo sforzarmi di più sull'alimentazione giusta per me!
GRRAZIE un buon fine settimana a tutti (per chi non sparerà mi farò qualche serie anche per Voi!!!)scherzo Per Roberto A. amo sapere tanti pareri per cui chi più ne ha più ne metta CIAO

Petrella Maria Carmela 21/11/2009 Per Vigo, non mi meraviglia anch'io sono amante delle partite a 4 e sono per la briscola e il tre-sette! a presto

scalzone roberto 21/11/2009 Il mangiare e una cosa molto importante durante le gare e un errore gravissimo dimenticarsene, specialmente in gare lunghe tra una serie e l'altra e importantissimo mangiare qualcosa, il qualcosa dipende quanto tempo passa tra una serie e l'altra a volte ci sono anche piu di due ore e li non ci starebbe male neanche un piatto di pasta, poi ci si regola a seconda del tempo a disposizione ma e molto importante mangiare per assimilare energie.Le cosa che io mangiavo tra una serie e l'altra: formaggio grana prosciutto qualche barretta di cioccolato anche qualche dolce insomma tutta cosa di facile assimilizione, per le quantita' quella e una cosa personale ma mai gonfiarsi troppo, ma' mangiare tra le serie e fondamentale.

armani roberto 23/11/2009 condivido quanto detto sia da Carmela che da Roberto, sia per quanto riguarda la preparazione pre pedana che per quanto riguarda l’alimentazione che come hanno sottolineato anche loro ritengo molto importante, e sono sicuro che con i loro consigli anche un buon tiratore può ambire a traguardi ancora più alti.
Il tuo concetto è chiaro Carmela e Roberto lo ha spiegato molto bene quando ha parlato di momenti difficili trasformati in energia positiva..è davvero una cosa che mi trova d’accordo completamente, in più si collega a quello che mi piacerebbe aggiungere sull’approccio mentale alla gara;
se devo dare un titolo a questo argomento allora darei questo:

..DEVO ESSERE SINCERO CON ME STESSO.
penso alla condotta della mia gara…per esempio a quello che mi passa per la mente quando ho concluso una serie..
a me è capitato più di una volta che qualcuno mi si avvicinasse al termine di una pedana dove magari ho sbagliato gli ultimi due piattelli, oppure l’ultimo o comunque ho fatto qualche errore di troppo negli ultimi bersagli;
a volte mi hanno detto frasi di consolazione, cercando magari anche di capire insieme a me cosa era potuto capitare, e anticiparmi quale potesse essere la causa degli errori..
allora io ho sempre, e dico sempre, tagliato corto dicendo l’unica e sola verità…
*ho sbagliato perché mi tremavano le gambe.* È inutile accampare scuse tipo *si vedevano male**sono usciti in ritardo*è saltato lo schema* ecc. ecc. ecc...
ho sbagliato perché non ho saputo controllare le mie emozioni…non ho saputo fare quello che ho fatto fino al 20° o al 22° piattello…la tensione è arrivata puntuale come sempre, ed ha preso il sopravvento..così il mio gesto atletico non era più quello di prima..sciolto, morbido…addirittura mi sono anche dimenticato di respirare in alcuni momenti…e il piattello mi ha sorpreso…l’ho strappato…chissà dove cavolo le ho tirate quelle due fucilate..forse fuori bersaglio anche di diversi metri…boh e chi era più lucido per capirlo??
Alla fine di tutta questa unica sincerità profonda con me stesso e con gli altri io so che sto diventando più forte, perché la prossima serie sarò di nuovo solo la davanti alla buca, ma non avrò da nascondere niente a me stesso, e quando arriveranno l’emozione e la tensione, e di certo arriveranno, (..campione o non campione) le riconoscerò e stavolta saranno la mia *energia sotto controllo* che tante volte mi ha permesso di arrivare in fondo senza zeri.

Petrella Maria Carmela 23/11/2009 Ciao Ragazzi ben ritrovati! si devo dire che l'alimentazione spesso e volentieri mi ha lasciato a piedi, proprio per questo sto mettendo tra i miei punti più salienti anche il mangiare e sto facendo anche una selezione di ciò che mi rimane più digeribile; sapete spesso ho pensato che è bellissimo allenare tutte queste cose (perchè si allenano) con un gruppo che mi capisca ma ahimè sui campi troviamo appassionati della Domenica e difficilmente capiscono. un vero problema! si cresce si ma molto a rilento. Roberto credo che la strada per fare tanti risultati sia proprio quella e la percorriamo quasi sempre percui prima o poi impareremo a gestirla in maniera più consapevole. Vi racconto un po' di mio, quando sono andata a Tangeri mi sono ripetuta da qualche settimana prima del Mondiale che se avessi fatto risultati gli stessi non dovevano essere considerati, sarà stato un caso però io li ho fatto tre 25 e me ne sono resa conto solo dopo, vi dirò di più non li avevo mai fatti in una sola gara! questo per dire che siamo Noi padroni del Ns carattere e se vogliamo riusciamo a metterci a credere che piove e secondo me è anche lì la forza di un vero tiratore o sbaglio?

Petrella Maria Carmela 24/11/2009 Scusate ma rileggendo il mio intervento di ieri mi sono accorta che può essere fraintesa la mia frase riguardo gli appassionati della Domenica volevo dire che non sanno del lavoro che tu vai a fare in pedana perciò trovi quello che ti viene a chiedere le cose mentre stai sparando oppure quello che risponde al telefonino addirittura Domenica avevamo il tifo c’era un gruppo di persone che applaudiva ad ogni piattello rotto, sono cose bellissime infatti un pacco di risate, non hanno nessuna colpa. Tra l’altro volevo approfittare per dire che quando vedo persone interessate a me fa un estremo piacere e rispetto tantissimo anche quelle persone che vengono solo per divertirsi.

armani roberto 24/11/2009 Cara Carmela questa tua precisazione fa capire a tutti, se ce ne fosse stato bisogno, ancora una volta quanto tu sia una campionessa dentro e fuori dal campo; il senso dei tuoi ultimi interventi si era capito ma tu hai voluto esserne sicura e questo ci permette di conoscerti ancora meglio..
..a proposito condivido la tua bella frase *siamo padroni del nostro carattere*...
ciao e a presto.

ricciardi silvio 24/11/2009 PETRELLA . - Credo sia inutile riaprire un discorso di come siamo trattati dai gestori dei campi. E' vero che ci sono persone in buona fede che vengono a vedere come si tira, dopo essere solo stati ad una partita di calcio o di basket, ma dove sono i gestori che DEVONO educare questi spettatori che se continuano così vanno allontanati. Una volta pagata la tassa gara o la serie di prova ci ritroviamo puntualmente abbandonati: rotture di piattelli e rotture di......concentrazione - o peggio !!

Vigo Africano 26/11/2009 Vorrei sollecitare tutti gli Iscritti a partecipare attivamente a questo Tema (non solo leggere), non facendosi intimorire dalla presenza di tanti Campioni (Scalzone, Armani, Petrella e Ricciardi), che invece sono e possono essere a vostra disposizione per chiarirvi tutti i vostri dubbi o darvi altri basilari consigli.
Ho cercato di inserirmi già io, intervenendo nel dialogo di questi Campioni, proprio per cercare di invitare i meno bravi ad approfittare di questa occasione presentataci da Roberto Armani e della sua disponibilità.

armani roberto 26/11/2009 Raccolgo l'invito di Africano e rivolgo queste righe (spero possano risultare piacevoli ma anche stimolanti per intervenire),
a chi inizia ad avvicinarsi al mondo del tiro…e anche a chi è semplice appassionato, perchè sono convinto che l'esperienza di chi spara già da anni e magari con qualche bel risultato vada condivisa con tutti,
va be dai vi parlo di questo e aspetto anche i vostri pensieri..
Ognuno ha una sua tecnica di tiro e la Fossa Universale è una specialità bella anche per questo;
Come sapete la cosa alla quale mi viene subito e sempre da pensare è la ormai famosa * sensazione di naturalezza* da ricercare nel tiro, e quando dico sensazione intendo non un qualcosa di mentale ma proprio una percezione fisica di assenza di tensioni innaturali e di conseguenza morbidezza nel gesto atletico;
alcuni punti scritti da Bruno poco tempo fa dicevano *….sparare tenendo presente la bacchetta di un immaginario direttore d'orchestra, …morbido gesto, …in prosecuzione,….non scomposto;
personalmente prima di dare il pull devo sempre avere la sensazione di tenere un pennello in mano ed essere pronto a tracciare sulla tela che ho di fronte una linea leggera. (…attenzione non è uno sfoggio di animo poetico ma al contrario un concreto e pratico modo per visualizzare ben chiaro nella mia mente e davanti a miei occhi quello che sto per fare).
Ho imparato a mie spese che per me questo è l’unico modo in cui io devo tirare, soprattutto alla F.U.;
dico per me perché sono convinto che ognuno di noi a seconda del fucile che ha, delle cartucce, dell’impostazione, deve trovare la propria sensazione di naturalezza e non è detto che corrisponda alla mia.
È però secondo me reale, e vi invito a provare, riuscire ad intervenire in modo molto più rapido e alla fine più efficace, sul bersaglio se il nostro è un gesto di tipo *leggero e morbido* piuttosto che *costretto e tirato* dovuto ad esempio ad un impostazione che io definisco *di forza*;
attenzione anche a queste parole…non è detto che chi, visto da fuori, appaia come un *tiratore di forza* , (vi sto parlando del modo in cui tiene il fucile, stretto e tirato a se come in una morsa), si produca poi in un tiro *di forza*, anzi è possibile che anche lui traduca il suo gesto in leggerezza e rapidità.
E’ quindi sempre poi alla fine quello che noi stiamo pensando che ci porterà al modo di esecuzione del nostro gesto.
È chiaro che la tipologia della nostra impostazione è la cosa più importante che ci può permettere di arrivare lontano con percentuali alte di bersagli colpiti; se riusciremo a trovare la nostra naturalezza abbinata ad una impostazione corretta, senza marcate diversità per intenderci, rispetto a quella indicata da un bravo ed esperto maestro di tiro, beh allora sono sicuro che tanti ragazzi che si avvicinano al tiro saranno in grado, con sacrificio, di arrivare ad essere degli ottimi tiratori di F.U.…poi dico non solo ai giovani ma anche a tanti appassionati, che migliorare le proprie prestazioni è possibile anche per chi pensa di essere ormai *..arrivato fino a lì*
Il nostro è uno sport che ci da la grande possibilità di non dover possedere qualità atletiche o fisiche particolari, ma richiede che nulla sia lasciato al caso…proprio nulla…e su questo tutti abbiamo l’opportunità di lavorarci e riuscire bene.

Sapete cosa vi dico?.. volevo parlare di una cosa ma poi sono partito e via….ne ho dette altre …come sempre la passione ha preso il sopravvento…ormai mi conoscete.
Ciao, e mi raccomando fatemi leggere un po’ di pensieri..

Vigo Africano 02/12/2009 Se condividete, io sposteri gli interventi fino ad ora avuti su questi due argomenti: Occhiali e Pitch, nel Tema precedente Angolo degli Argomenti specificatamente tecnici del ....., altrimenti chi non è interessato alla Fossa Universale, non si accorgerà dell'esistenza di questa disquisizione, comune a tutte le Discipline del Trap.

armani roberto 03/12/2009 ..per me va bene Afri, gestisci pure tu il posizionamento migliore degli interventi;
e grazie come sempre per la tua *super visione* di tutto quanto.

Vigo Africano 03/12/2009 Ho spostato gli Interventi relativi all'uso degli OCCHIALI e la richiesta di chiarimenti sul PITCH nel Tema: Angolo………..

armani roberto 04/12/2009 ..auguro tutti un buon fine settimana...chissà magari qualcuno riesce a fare un bel ponte Lunedì..
e spero di risentire presto con qualche idea di discussione la mia amica Carmela e naturalmente il grande Roberto.
Se riesco proverò a fare anche un paio di serie.
saluti
Roberto

ricciardi silvio 10/12/2009 Per ROBERTO ARMANI . - Molti tiratori, sopratutto agli inizi dell'attività agonistica, trovano che i risultati che ottengono nel periodo invernale sono meno soddisfacenti di quelli che realizzano in primavera estate. Alcuni di essi mettono anche mano, ingiustamente, al calcio abitualmente usato senza tener conto che in inverno lo spessore dell'abbigliamento aumenta notevolmente ed ingombra molto di più. Descrivi, per piacere, tu come ti regoli ad *cambio di stagione*. Sempre grazie.

armani roberto 10/12/2009 ..giusto l’argomento Silvio, e in parte hai già con la tua esperienza risposto ad alcuni punti;
intanto è bene dire che trovo assolutamente normale durante la stagione invernale o comunque fredda, ottenere dei risultati più bassi, e di questo ne abbiamo conferma dalle classifiche dei vari campionati invernali, con punteggi contenuti di tutti i tiratori, sia di terza categoria che di eccellenza;
poi come già tu hai sottolineato non è certo il caso di mettere mano al calcio, è un’operazione questa che non può prescindere da valutazioni molto attente, e che soprattutto alla ripresa della attività agonistica non va fatta perché comunque il basso rendimento dipenderà da un nostro fuori-forma e non da una reale necessità di modifica.
Sicuramente durante l’inverno è necessario più che mai non lasciare nulla al caso, e stavolta le nostre attenzioni dovranno necessariamente indirizzarsi anche verso un adeguato abbigliamento;
probabilmente ognuno deve trovare un proprio personale abbigliamento che lo faccia sentire il più a posto possibile (magari non è uguale per tutti); personalmente anche io ho avuto il mio percorso negli anni e adesso preferisco puntare di più sul cercare di stare meglio possibile in pedana (magari anche con un maglione di lana poco estetico e un paio di guanti giusti) che scegliere come facevo nei primi anni, di soffrire un po’ di più con indumenti un po’ troppo sottili per cercare di non avere impedimenti; dico questo perché ho ottenuto sul campo ottimi risultati anche se avevo indossato il giubbino e il maglione più pesanti;
quindi il mio consiglio è quello di porre si attenzione all’abbigliamento, ma se vogliamo ottenere buoni risultati anche d’inverno allora lavoriamo ancora sulla nostra mente e non permettiamo ad un maglione un po’ più spesso o ad una cuffia che fortunatamente ci scalda un po’ la testa, di diventare il nostro punto debole…mettiamoli..e appena il direttore di tiro a dato il via dimentichiamo tutto quello che non serve….

Un *caloroso* saluto e direi anche un *in bocca al lupo * a tutti per gli imminenti campionati invernali.
p.s.
aspettiamo come sempre i consigli di chiunque voglia intervenire sull’argomento..

armani roberto 17/12/2009 Clicca e riclicca…ma i messaggi son sempre quelli…
Accidenti ci siamo un po’ arenati….e pure un po’ persi per strada…
mmmm….va beh dai proviamo ancora, un po’ come quando dopo una gara andata così così, ci ripresentiamo puntuali alla prova successiva..

IL CAMPIONE E’ IN DIFFICOLTA’
Sottotitolo: Dove è finita quella macchina quasi infallibile che non faceva nessuna fatica anzi si divertiva a tirare ai piattelli in scioltezza realizzando altissimi punteggi una volta si, e l’altra ancora?...

Forse stavolta potrei rivolgere queste parole a chi da tempo calca le pedane, o meglio a chi non conosce posto dove assieme al suo fucile non abbia realizzato una bella serie piena, o ancora meglio a chi ha vinto tante gare e tante volte si è sentito chiamare a ragione *campione*…
Può capitare al grande campione di ritrovarsi in pedana aspettando come già infinite volte ha fatto, la frase del direttore di tiro che dice *pronta la prima*, e così con un rituale ormai identico da sempre, affrontare una serie di 25 piattelli..
Senza timori di sorta, senza fretta, con tanta esperienza…esperienza che traspare chiara a chiunque lo osservi tirare..
Può capitare ad un certo punto al nostro, di mandare le due fucilate a vuoto…una volta..due..tre…
quanto è dura rimanere in pedana….rimanere in pedana nell’unico modo in cui un grande campione sa fare…con compostezza e rispetto di tutti i compagni e delle regole della disciplina…un’altra fucilata ancora a vuoto.. *..non capisco…ma cosa mi sta succedendo?..*, intanto l’inesorabile suono del campanello continua ad accompagnare il grande campione anche nei turni successivi fino a che, finalmente, la serie volge al termine…e anche l’ultimo bersaglio vola via integro dopo la seconda fucilata, ormai tirata con l’unico scopo di scaricare l’arma al termine di quella *sofferenza*

ora esco dalla pedana nella quale ho cercato di calarmi, per provare a capire perché può accadere anche ad un campione di trovarsi in grande difficoltà;
io credo che per il tiratore davvero bravo, la difficoltà più grande che può capitargli ad un certo punto della sua attività agonistica, è quella di non accettare più tanto bene, come riusciva a fare prima, gli sbagli..;
attenzione non perché egli si creda chissà chi (..altrimenti non sarebbe un campione), ma solo perché magari è passato tanto tempo da quando non faceva più 19,20 o 21, e la sua mente in modo del tutto naturale secondo me, non riesce più a gestire serenamente questa situazione; così accade che quando gli zeri diventano qualcuno in più il campione inizia senza volere a chiedersi il perché…e lo fa, purtroppo per lui, anche durante la serie…e prova, appena commesso l’errore a cambiare qualcosa nel suo modo di tirare, ad un certo punto compie di proposito impercettibili cambiamenti quasi ad ogni suo turno di tiro..*..ok ora provo ad essere più morbido..**..forse adesso devo lasciarlo uscire e stare più fermo..**…stringi meno il fucile…appoggia la faccia dolcemente*…*…niente da fare, non capisco…non capisco perché non si rompono…*;
io, che NON sono uno di quei grandi campioni, ho provato nel mio piccolo, questa cosa che vi sto raccontando...e purtroppo la sensazione non è per niente bella.., non accettare il semplice fatto che tutti possiamo attraversare periodi, anche lunghi, di medie piuttosto basse rischia di allungare ancora di più questi momenti, e addirittura ci si può ritrovare in grande difficoltà per uscirne.
Perdonate se può sembrare presunzione provare a dare una *ricetta*, se così la vogliamo chiamare, a questo momento negativo di un grande tiratore…
…indovinato qual è?…
È la ricerca senza sosta in se stesso di tutta l’umiltà che gli ha consentito di diventare così grande che deve solo riaffacciarsi ogni volta che il direttore di tiro suona il campanello.

Chissà se questa frase che mi sta venendo in mente per concludere questo intervento l’ha già detta qualcuno, non lo so ma rende bene quello che ho voluto dire:
*solo chi sa ritornare piccolo diventerà ancora uno dei più grandi*.

avevo voglia di condividere un po’ dei miei pensieri con voi.
grazie per la pazienza.
Roberto

armani roberto 08/01/2010 Buon Anno a tutti e buon campionato invernale..

..ricordiamoci che è adesso il momento di fare tesoro degli esiti delle nostre prime pedane dell'anno;
..rendiamo ogni risultato, positivo o negativo, utile per il nostro avvicinamento alla forma migliore;
..senza prendersela troppo per lo zero.., ma concentrandoci sempre sul piattello successivo, riservando ogni volta al nuovo bersaglio tutta la nostra attenzione.

...ah già...copritevi bene..brrrrrrr!!

Vigo Africano 08/01/2010 E' difficile fare tesoro delle serie di questi ultimi tempi, vento, freddo e pioggia non ci hanno certo aiutato a comprendere gli errori.
Comunque domani inizia da noi il Campionato Invernale di Fossa Olimpica e le previsioni ancora una volta sono pessime. Non è tanto per il risultato, che nel mio caso ormai è di insufficienza costante, quanto il poter incontrare e discutere serenamente all'aperto con gli Amici.
Spero che questa assenza di interlocutori sui nostri temi, che si protrae ormai da tempo, sia dovuta alle Feste Natalizie. Altrimenti non so più cosa fare: abbiamo inserito, come richiestoci, uno Spazio per gli Argomenti Tecnici e con il tuo contributo abbiamo aperto un Tema specifico sulla Tecnica della Disciplina Fossa Universale. Tuttavia anche questi sembrano aver funzionato per poco. Spero di sbagliarmi.
Caro Roberto, ti faccio i miei migliori Auguri per il 2010 e di poterci incontare e conoscere di persona ai prosssimi G.P. di Fossa Universale.

armani roberto 08/01/2010 ..hai ragione Africano, la stagione non ci permette di capire fino in fondo i nostri errori, anzi a volte proprio per niente (ci ritroviamo spesso in pedana a sperare che arrivi presto l’ultimo piattello per poter andare a scaldarci un po’..) , ma credo che anche questa tua indicazione sia preziosa..se non altro per il fatto che ci ricorda ancora di più che in questo periodo è solo controproducente prendersela per qualche zero di troppo mentre conviene continuare a lavorare sul nostro approccio mentale alla gara che dovrà come sempre essere il più sereno possibile, così tra un piattello sbagliato e uno centrato come si deve, ogni tanto potremo intravedere e capire il nostro errore.
Non preoccuparti troppo per la mancanza d’interventi, sicuramente anche le feste hanno fatto la loro parte, e vedrai che anche per il 2010 il sito sarà un riferimento per tanti appassionati.
Grazie mille per gli auguri che ricambio di cuore a te e naturalmente a Silvio e Gioacchino, e per quanto riguarda incontrarci sui campi, non vedo l’ora di offrirti un caffè al bar e stringerti la mano.
A presto ciao.

armani roberto 12/02/2010 scusate per un pò di assenza dal tema...sono solo un pò preso dalla routine quotidiana e riesco a fatica a leggere un pò tutti gli interventi del forum;
non appena trovo un attimo di tranquillità (e di ispirazione) scrivo qualcosa;
naturalmente si accettano suggerimenti..
saluti a tutti gli amici della fossa universale

armani roberto 25/02/2010 LO ZERO

..voglio prendere come spunto una frase di Rino che mi ha acceso una lampadina e spinto a *chiacchierare* un po’ sull’argomento con la A maiuscola…lo zero;
forse dovrei ancora meglio dire *l’accettare lo zero*.
Mi sembra di sentirle quelle voci che dicono *Ecco adesso arriva Armani e ci spiega lui come accettare lo zero!..*
..ma potrei anche sbagliarmi a pensare questo, e magari qualcuno trova a sua volta spunto per discutere un po’.
Io provo a incominciare così, proprio con la frase di Rino *..si rischia di iniziare una serie con uno zero che potrebbe poi condizionare…* è proprio vero, fare zero ci condiziona.
Accettare lo zero significa proprio non farci condizionare appunto dall’errore;
adesso viene il difficile…dire in poche parole i miei pensieri a riguardo, anche perché sto provando a spiegare quasi l’inspiegabile…
pronta la prima….l’attesa…il pull….lo zero., poi altre 24 attese…25 fucilate…tutte prime canne e solo una seconda..,
la lavagna segna un 24 da incorniciare che la dice lunga sul valore del tiratore, e detto tra noi questa serie sarebbe da premiare rispetto ad un 24 fatto sbagliando l’ultimo piattello…ma sappiamo tutti che non è così che funziona purtroppo, ma questa è un’altra storia.
Invece per capire la performance di cui sopra, mi viene in mente un solo modo…fare quella pedana insieme a voi…
affronto la serie con visione positiva, costruttiva e con la mente libera, ben sapendo che l’errore fa parte del gioco ma niente di più..
può venire subito… oppure alla fine…ma non è niente di più che un semplice evento durante una serie..che ho già dimenticato quasi nel momento stesso che si è verificato..tant’è che nulla del mio atteggiamento, visto da fuori, è cambiato..stesso modo di aprire e sbossolare, stesso identico atteggiamento di tutti i gesti del mio stare in pedana…ma solo perché proprio nulla è cambiato dentro di me, sto sempre pensando positivamente, sto cercando sempre la mia serenità di esecuzione, sto semplicemente sempre cercando ancora di fare al meglio solo quello che so fare, e i miei pensieri sono rivolti tutti in questa direzione, piattello dopo piattello ognuno dei quali merita questo atteggiamento, merita la mia attenzione e non cambia proprio niente il semplice fatto che per un motivo o per l’altro un piattello potrebbe non rompersi…quello è proprio l’ultimo dei miei pensieri, …a proposito è già finita la serie?...ma dai stavo caricando ancora….ma guarda la il monitor….24….sbagliando il primo piattello.., meno male che l’ho accettato quello zero.

E va beh sta a vedere adesso Armani che ci ha spiegato la ricetta!...
…no no per carità…niente di tutto questo ragazzi…come sapete il bello di questo sport è che in tanti conosciamo la teoria, o meglio pensiamo di conoscerla, ma poi però c’è da metterla in pratica…ed io per primo non è che ci sia sempre riuscito.

Dal profondo del mio cuore io credo di voler unicamente condividere con chi mi legge la mia grande passione per il tiro a volo, e se poi riusciamo insieme a rompere qualche piattello in più beh tanto meglio no?!
Ciao a tutti e a presto.

ricciardi silvio 25/02/2010 PRIMO ZERO . - Splendido intervento, Roberto, che tenta di trasferire a tutti i lettori lo stato d'animo e la reazione che sono purtroppo congeniali solo a tiratori di classe. Penso che i giovani, che ancora soffrono particolarmente l'evento, debbano farsi un decalogo di quanto tu hai illustrato, da *rileggere* mentalmente in pedana ogni volta che, che al primo bersaglio, il campanello li risveglierà dal loro sogno di serie piena. Sono sempre stato tra i pubblici accusatori della regola che l'ultimo zero vale più del primo, agli effetti della classifica. Chi ha leggiferato in tal senso, secondo me, non ha mai imbracciato un fucile, e non sa cosa significa ingoiare il primo rospo, digerirlo ed espellerlo dal....la mente, chiudendo la serie senza più errori. Ma è tardi, ormai, per descrivere i guasti che hanno prodotto i teorici del tiro con la debole connivenza delle federazioni.

maloni rinaldo 25/02/2010 bell'intervento bisognerebbe solo avere la forza psitica di metterlo in atto e il gioco è fatto.......purtroppo tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, e molte volte è pure agitato, ho infatti assistito svariate volte a scene in cui il tiratore che sbaglia apre il fucile e sbossola nervosamente colpendo al volo i bossoli con la mano e sbattendoli in terra, cosi facendo il pisquano non solo si fa del male da solo (non accetta l'errore) ma crea anche disturbo agli altri.

caro Silvio la faccenda dello zero anche io non l'ho mai digerita, a parte il fatto che per come la penso io lo zero vale zero (scusate il gioco di parole) a qualsiasi punto della serie capita e allora secondo me si dovrebbe fare una serie di spareggio tra i pari merito per avere un vincitore (una volta mi sembra che si faceva cosi), ma se proprio si deve dare un valore a stò benedetto zero scelgo assolutamente il primo, senza ombra di dubbio.

Frongillo giuseppe 26/02/2010 PRIMO ZERO : Egregio sig. Armani i sui interventi sono sempre piacevoli da leggere e rileggere e anche costruttivi per chi come me è da pochi anni che ha la passione del tiro a volo con risultati altalenanti, spesso le mie gare sono caratterizate dallo ZERO INIZIALE e a volte anche piu di uno, e mi è capitato di fare anche 24 ho 23 con uno ho due zeri iniziali, potrebbe publicare un suo pensiero di come preparare mentalmente l'inizio di ogni serie ?? Sono sicuro che tanti tiratori apprezzerebbero moltissimo l'articolo.

Sono esclusivamente = almeno per il momento = solo un tiratore di F.O. di 3° cat.

armani roberto 26/02/2010 ..caro Giuseppe, diamoci pure del tu, per ora ti rispondo al volo intanto ringraziandoti, e poi accettando volentieri il tuo invito a scrivere qualcosa riguardo la preparazione mentale appena prima di iniziare la serie; ti chiedo solo di farmi mettere insieme un pò i pensieri, e comunque nel frattempo può darsi che arrivino anche ottimi suggerimenti da qualche amico del forum.
a proposito Giuseppe non dire *solo di 3 categoria*, il valore di un tiratore si vede da ben altro e in più io conosco tanti ottimi tiratori di terza...
grazie ancora e a presto.

armani roberto 27/02/2010 Ho pensato a cosa rispondere a Giuseppe e mentre scrivo sto ancora pensando…mi è venuto in mente che preparare mentalmente l’inizio della serie significa, anche, iniziare a farlo appena finisce quella prima..
Accettare gli zeri significa anche accettare le serie e i risultati che abbiamo fatto, ora fanno parte di qualcosa di già svolto, e soprattutto non serve fare conti e somme con relative proiezioni mentali a finire, non facciamolo, e ci accorgeremo alla fine quanto ci sarà stato di aiuto non pensare ai punteggi e alla classifica.
Però io voglio cercare di dare a Giuseppe una risposta che gli possa essere d’aiuto proprio mentre ha le cuffie in testa, il fucile sulla spalla, e un po’ di cartucce in tasca…pronto dietro alla pedana che lo precede e che sta per finire…uno sguardo al monitor mancano 5-6 piattelli, guarda i tiratori e le traiettorie dei piattelli, non ha tralasciato niente, ed è tranquillo, non sta pensando a come metterà il fucile o facendo strane peripezie mentali, sta solo pensando che farà quello che sa fare, niente di più…ma intende farlo al meglio, con attenzione e con determinazione dal primo fino all’ultimo piattello…. e soprattutto, appena dopo che il direttore di tiro ha detto TERMINATO, e inizia ad avviarsi alla sua postazione, Giuseppe si ricorda che sta per fare la cosa che lo appassiona di più…e si accorge così che solo adesso è davvero nella condizione mentale perfetta.

..spero davvero di non darvi l’idea che i miei pensieri possano e debbano essere gli unici da seguire, io sono proprio uno di quelli a cui piace davvero molto osservare i tiratori in pedana, e sono il primo che crede di avere tanto da imparare da tiratori molto più forti di me che da sempre osservo sui campi di tiro, cercando di vedere magari dove non tutti guardano, come rimanere con lo sguardo sul tiratore mentre prepara il colpo e successivamente esegue il proprio gesto, tralasciando completamente di guardare il bersaglio ma rimanendo con gli occhi solo su di lui, sulla sua impostazione da prima del colpo fino a quando inizia a posizionarsi per il piattello successivo;
così spero di leggere anche altri pensieri di tanti altri tiratori.
Ciao
roberto

Frongillo giuseppe 27/02/2010 X ROBERTO: Grazie per avermi concesso di darti del tu ne sono molto onorato, e grazie per avermi risposto su un tema molto delicato per me = ZERO ALL'INIZIO DI SERIE = , c'è da dire che nell'ultimo anno e mezzo le cose non sono andate molto bene nel lavoro ed in famiglia, e sono convinto che la causa principale dei miei flop in pedana sia da attribuirsi ad una condizione mentale non ottimale = quella fisica è perfetta= , e sono sicuro che quanto prima l'astinenza da vittorie finira , già vedo i primi miglioramenti ma ancora sono lontano dai miei personali.
Solo di 3 cat perchè mi piacerebbe passare di cat., quelli che gareggiavo con me in terza, ora sono chi in 2° e chi in 1° , e a me farebbe molto piacere raggiungerli per poter conpetere ancora con loro = e non solo = e togliermi qualche soddisfazone personale prima che l'età non mi permetta piu di farlo.

Scusate lo sfogo , un saluto a tutti.

armani roberto 07/04/2010 Vorrei approfittare, prendendo come spunto l’intervento di Silvio nel tema spazio aperto, per dire due cose proprio due, sull’ errore che secondo me che facciamo più di frequente, e che potrebbero esserci utili.
Allora, al di la di corsi e lezioni di tiro, vi dico un pensiero che io per primo cerco sempre di mettere in pratica.
Partiamo da qui: quando sbagliamo un piattello al 90% lo sbagliamo perché lo abbiamo strappato.
Cosa vuol dire? Vuol dire che ci siamo mossi in modo repentino, brusco, con un movimento che risulta fuori controllo.
Quando commettiamo lo zero, quasi sempre per rimediare lo facciamo nel modo sbagliato. Mi spiego.
Se un piattello scappa via integro nella nostra mente si forma subito il pensiero che non siamo stati abbastanza veloci per colpirlo. NO NO E POI ANCORA NO.
Se volete saperla tutta siamo stati troppo veloci! Troppo impulsivi! Abbiamo saltato a piedi pari le parti più importanti per rompere un piattello.
E cosa facciamo al piattello successivo? Peggio ancora! perché il nostro pensiero è quello sbagliato è il pensiero della velocità, della rapidità, della brama di non farci più sorprendere.

Ma il pensiero giusto per rompere il piattello è questo “devo concentrarmi per..”
Stare fermo sulla chiamata.
Riconoscere la fase della valutazione. (sapete cos’è sta roba? E’ CHE SONO ANCORA LI FERMO MENTRE IL PIATTELLO HA PERCORSO 5-7 METRI!)
Mi muovo morbido e sparo a tempo.
O RAGAZZI IL PIATTELLO CHE HO SBAGLIATO PRIMA, QUELLO BASSO VELOCE ANGOLATO IMPRENDIBILE, SI E’ ROTTO PRATICAMENTE DA SOLO!

Guardate che fare le tre cose di cui sopra non è semplice, tutt’altro, ma è quello che va ricercato NON ALTRE COSE.
Per fare quelle tre cose lavoriamo sulla fiducia in noi stessi e in questo modo di tirare, guardate che se non abbiamo fiducia COL CAVOLO CHE RIMANIAMO FERMI SULLA CHIAMATA A GUARDARE IL PIATTELLO CHE SE NE VA PER 5-7 METRI!, ma se riusciamo a farlo abbiamo capito come si fa a rompere i piattelli e di sicuro non ce ne importa proprio un bel niente se ogni tanto facciamo zero, perché non è certo questo evento che ci farà cambiare modo di tirare, il modo infatti è solo quello: per rompere i piattelli perseguiamo la strada della semplicità, della naturalezza, del fare solo il necessario.
p.s. ho notato che ho scritto un pò in maiuscolo e ho messo un pò di punti esclamativi...va beh li lascio dai tanto lo sapete che io penso sempre di essere il primo che deve imparare.
cari saluti a tutti.

armani roberto 20/04/2010 L’argomento mi è venuto in mente proprio dopo aver fatto la gara a Montecosaro..
Tra le tante cose che ho osservato ci sono anche diverse situazioni riscontrate che ruotano attorno appunto all’argomento del ritardo dei piattelli;
Ora però attenzione,
nella fossa universale, per alcuni precisi motivi che andremo a scoprire, il piattello viene percepito dal tiratore con un lieve ritardo rispetto al piattello della F.O.
i motivi possono essere i seguenti: distanza e posizionamento delle macchine lancia-piattelli all’interno della buca (più basse o più arretrate e/o più vicine o più lontane tra loro), schemi di lancio e conseguenti traiettorie più o meno angolate e più o meno montanti, e non ultimo il puntamento delle canne che di volta in volta nella F.U. è più o meno vicino alla macchina che lancerà il piattello.
I piattelli possono quindi a causa delle variabili di cui sopra percorrere un breve tratto in cui risultano non visibili immediatamente come succede invece nella fossa olimpica, si dice in gergo *attraversano* un po’ la buca davanti a noi.
Detto questo allora noi sappiamo già che sparare all’universale significa sparare a piattelli che noi percepiremo più o meno marcatamente in ritardo.
Ma la cosa importante che vorrei dire in questo intervento non c’entra con i motivi e con il perché i piattelli hanno un po’ di ritardo..no non è quello che ho in mente di dire..

Il fatto è che alla fossa universale si spara così:
1) mi posiziono con il corpo e con il fucile in posizione di attesa
2) aspetto che i miei occhi focalizzino bene la zona attorno alla buca
3) chiamo il piattello
4) ASPETTO DI PERCEPIRE IL PIATTELLO (sono fermo)
5) VALUTO IL PIATTELLO (sono fermo)
6) Intervengo morbido e tiro la fucilata a tempo.

Cosa vuol dire tutto questo…e cosa vuol dire che la fossa universale insegna a sparare…
Vuole dire semplicemente che per sparare al piattello dobbiamo assolutamente ed unicamente iniziare il nostro intervento, solo dopo una serie di cose che abbiamo fatto prima (io ne ho elencate 5) rimanendo fermi li….e fino a che il piattello io non lo vedo sto fermo li.
In poche parole mettiamoci in testa di non rifiutare i piattelli a meno che, sia davvero trascorso molto tempo da quando abbiamo dato il pull…ma davvero tanto intendo..un tempo che nessun giudice potrebbe contestare…
Sapete perché? Perche è meglio imparare a sparare ai piattelli anche se hanno un po’ di ritardo, che invece mettersi a discutere con il giudice di turno perché ci ha dato un bello zero valutando un ritardo in modo diverso da noi..
Altrimenti succede quello che da sempre vedo sui campi soprattutto internazionali e cioè discussioni su discussioni, tiratori che dicono a me non l’hai fatto ripetere all’altro prima si, e naturalmente arbitri irremovibili che non vedono l’ora di schiacciare quel benedetto campanello.
Siccome a me dispiace vedere queste situazioni tutto quello che mi piacerebbe *passasse* di questo intervento è che il tiratore *fosse ancora più forte del ritardo del bersaglio *e con tanta tranquillità riuscisse a gestire anche questo evento abbastanza frequente nella specialità della F.U.

Ormai papello per papello già che ci sono vi racconto uno degli episodi se vogliamo dire così della mia gara:
alla seconda serie arrivo indenne da zeri a tirare il fatidico ultimo piattello..sono in pedana 5…un bel respiro..forse un po’ più lungo degli altri…chiamo il piattello…ma non esce nessuna cosa che assomigli ad un oggetto tondo e arancione in nessuna direzione…non esce….non esce…non esce…ma quando decide di uscire per sfortuna sua mi trova ancora fermo e immobile nella stessa posizione di quando ho dato il pull…e così fa esattamente la stessa fine degli altri 24.
Appena il direttore dice terminato, mi si avvicina un *Signor Tiratore* di cui non voglio fare il nome ma che per inciso, di piattelli alla F.U. ne rompe dei camion a rimorchio come si dice in gergo, e mi dice: “Armani sei rimasto immobile come una statua quel piattello poteva solo rompersi”.

Sperando che anche stavolta tutte queste parole non abbiamo nascosto l’unica e davvero importante cosa che ricerco sempre che si chiama UMILTA’, e che se dovessi mettere in una scala di valori sarebbe senza dubbio la prima più in alto di tutti, e che al di la di tanti discorsi è davvero la vera grande forza di un tiratore, vi saluto e vi chiedo di sopportarmi un po’ di più del solito visto che questa voglia di raccontare probabilmente deriva dal fatto di essere ancora un po’ su di giri per la bella trasferta appena passata..
roberto

Vigo Africano 20/04/2010 Come al solito una bella Lezione per tutti noi. Grazie.

ALIPRANDI BRUNO 22/04/2010 Nella Fossa Universale, vanno tenute in considerazione alcune cose che per un tiro in movimento, vanno necessariamente calcolate.
1) posizione del tiratore a secondo della postazione.
Non è vero, come sostengono in molti, che il fucile deve stare il più possibile posizionato verso il centro fossa, ma al contrario, la posizione nelle postazioni laterali dx e sn, il fucile deve essere portato, il più possibile verso l'esterno. onde ampliare gli angoli delle traiettorie del piattello e no avere movimenti brusci per angolazioni ridotte E LA POSIZIONE DEL CORPO DEL TIRATORE DEVE ESSERE LEGGERMENTE PORTATA RIVOLTA VERSO IL CENTRO FOSSA.
Questo perchè si spara ad incrociare e non a seguire come la f.o., tranne che per la postazione n°3
I 5 lanci vanno sparati con tempi diversi e diversi anche da ogni postazione. Se osserviamo attentamente ogni tiratore, oserviamo che questo avviene naturalmente, dato che è dovuto ad una valutazione fisiologica del bersaglio (per le sue caratteristiche specifiche).
2)Il segreto per ogni situazione di tiro è lo stare fermo sul punto d'uscita, per poi partire sul bersaglio in modo rapido ma senza esasperazione(vi è tutto il ragionato tempo possibile per raggiungere il bersaglio), con un movimento armonico e prolungato anche dopo aver tirato la fucilata.
Lo stare fermo sulla buca vale per ogni situazione di tiro sia f.o. che F.U.. Se si parte prima, o si è dei CHIAROVEGGENTI CHE SI CONOSCE LA DIREZIONE DEL BERSAGLIO, O SI è CERTI DI CREARE DIFFICOLTà NEL PERCEPIRE ESATTAMENTE IL BERSAGLIO quindi di sbagliarlo.
3) Non vi sono ritardi causati dalle macchine di lancio o di cattiva posizione delle stesse (dato che spesso l'installazione fino a pochi attimi prima era perfettamente funzionante a f.o.), ma vi è una percezione chiaramente diversa che nella f. o.
Ciò avviene non per la posizione delle macchine, che sono posizionate in fossa con regole uguali alla f.o., tranne che per le distanze da macchina a macchina. Quindi l'altezza dal filo buca è sempre di cm. 50 + o - cm.10 e per arretramento con posizione a cm. 50 + o - cm 10 e com macchina posizionata a m.2 di elvazione.
Naturalmente, tra una macchina all'altra la distanza sarà da m 1 a max m. i,25 con raccomandazione ottimale a m 1,10. La velocità del piattello varia da un lancio a m 75 al minimo di m 60. Chi d'ABITUDINE TIRA ALLA f.o., HA UNA SICURA VALUTAZIONE DI VELO0CITA'DIFFERENTE, CHE GLI FA DIRE UN SACCO DI FESSERIE ,CHE VANNO DAL RITARDO DOVUTO ALL'IMPIANTO, AL RITARDO PERCHE' IL PIATTELLO CORRE SOTTO LA BUCA O AL CATTIVO POSIZIONAMENTO DELLE MACCHINE DI LANCIO . TUTTO FOLCLORE !
In aggiunta i due piattelli laterali magari posizionati a 45° CON DISTANZA A m. 60 e sparati da postazioni opposte, danno al tiratore l'impressione del ritardo. Questo non è ritardo, MA è LA SPECIFICA CARATTERISTICA DELLA DISCIPLINA FOSSA UNIVERSALE.

Non voglio avere la presunzzione di dare dei dogmi, ma la scuola inglese, così dice e così è secondo matematica e geometria logica . Angolazioni, velocità diverse ed uscita differente che dal punto di mira dalla f.o., sono caratteristiche peculiari differenti dalla F.U..
L'abitudine al tiro su istallazioni olimpiche. spesso ci fa confondere le idee, dimenticando che la F.U., ha le sue caratteristiche. Il mix di commenti è sempre lo stesso e quando si arriva in gare di F.U., spesso il tiratore mediocre o inesperto, ma carico e ricco di presunzione, lo porta sempre a dire, *CHE CAMPO DI M..., TUTTI FUORITEMPO...QUI NON SPARERO' MAI PIU'* (e bene farebbe a non sparare completamente e darsi alla pesca).
Lo sport ed una deisciplina, non si praticano a pappagallo, ma si praticano cercando, prima di tutto DI SAPERE COSA SI STIA FACENDO E CHE COSA SIA QUELLO CHE SI DEVE FARE PER OTTENERNE UN BUON RISULTATO!

armani roberto 22/04/2010 grazie Bruno per il tuo intervento;
è servito a chiarire molto meglio di me l'aspetto tecnico.
evitando qualche fraintendimento che nel mio intervento, effettivamente rileggendolo, ci poteva essere;
infatti la mia intenzione era quella di parlare della *percezione-sensazione* del ritardo, o meglio l'impressione come dici tu, e non di un reale ritardo causato dalle macchine.
stessa cosa vale per il discorso sulla non visibilità e l'attraversamento della buca, anche li intendevo la sensazione diversa che abbiamo nella F.U rispetto alla F.O.
Quindi grazie ancora Bruno e a presto.

ALIPRANDI BRUNO 22/04/2010 Caro Roberto,
ho visto che sei rientrato alla grande nelle gare di F.U., non ne avevo dubbi.
Riguardo al discorso di restare fermo sulla buca...bisogna avere le idee chiare. Un tiratore fortissimo , qualche anno fa mi disse...vedi Bruno..io sono stato fermo sulla buca come dici tu...adesso ho tre figlie.
Ciao e ad Agna so che sicuramente sarai uno dei protagonisti...in bocca al lupo Bruno

armani roberto 22/04/2010 ...ha ha ha!! Bruno mi hai fatto *ribaltare dalle risate*..
mi fai morire con ste battute..
..non provare a dirmele prima di andare in pedana ad Agna altrimenti divento il protagonista degli zeri!!
ciao
amico mio.

a... speriamo che crepi sto lupo..

armani roberto 05/05/2010 vediamo un pò..
..potremmo parlare di questo:
ALLENAMENTO IL GIORNO PRIMA DELLA GARA.
Mi spiego meglio, intendo allenamento sul campo, con le famose 2,3,4 pedane (chi ne fa meno, chi ne fa di più).
anche qui vediamo se riesco a focalizzare solo il concetto che mi interessa..
allora iniziamo a sparare su un campo, poi ci spostiamo su un altro vicino, poi siccome qualcuno a sentito che il campo 1 è il più difficile andiamo a provare quello, e siccome ormai abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno e infiliamo anche il 7 e l’8 laggiù in fondo che non fa mai male e finalmente ci sentiamo a posto.. non sappiamo bene con chi o con che cosa ma va bene così, il nostro dovere l'abbiamo fatto...
secondo me avete già capito quello che sto per dire...anche perchè io ormai sono un *grande maestro* e voi degli *allievi fenomenali* (dai ridete un po’ insieme a me)..
Vi dico come faccio io:
vado sul campo, inizio la mia serie, e inizio anche a *cercare la fucilata giusta * , vado avanti con la mia serie incurante del punteggio finale e tanto meno degli zeri che ogni tanto arrivano;
ad un certo punto durante la serie, forse la prima o forse la seconda, *arriva la sensazione della fucilata giusta* è quella che funziona così:
chiami il piattello, esce, ti giri in quella direzione, spari e il piattello si rompe.. guardate che non vi sto prendendo in giro..tutte le volte che ti giri e spari il piattello si rompe..ecco in quel momento, mentre faccio 10 piattelli con quella sensazione, so di aver trovato la mia fucilata (trovato il tempo di attesa, trovato il tempo di sparo, ecc..trovato tutto insomma) e quindi a seconda di come mi sento fisicamente posso continuare a sparare oppure smettere e andarmi a riposare o a fare dell'altro..
Il senso di tutto questo è che io credo che i nostri sforzi debbano essere indirizzati proprio verso la qualità e non verso la quantità, con una ricerca della fucilata *giusta* che può anche manifestarsi per 7,8 o 10 piattelli non è detto che si riesca a *tenerla* per tutta la serie…quello lo faremo domani per tutta la gara, la concentrazione, sicuramente maggiore, ci aiuterà a farlo;
l’importante è che durante queste serie di allenamento rimaniamo attenti a quando questa sensazione arriva, e facciamo in modo di fissare nella mente ciò che stiamo facendo durante quelle 8 – 10 fucilate…perché è solo e semplicemente quello che noi dovremo fare in gara tutte le volte che andremo in pedana, dal primo all’ultimo piattello.
Niente di speciale no?..direi quasi di una facilità disarmante…va beh ho capito adesso non esageriamo…altrimenti anch’io sarei un campionissimo che ha capito tutto.. mentre invece io i campioni veri e i tiratori forti molto più di me li vado a guardare quando sparano e cerco di capire le tante, ma tante, cose che non so.
Ciao e a presto per qualche serie di allenamento..

armani roberto 18/05/2010 vorrei manifestare,come anche Silvio ha già fatto, il grande piacere che sto provando nel vedere nomi nuovi e di rilievo che stanno partecipando in modo attivo al forum;
è davvero con piacere che sto leggendo i vari interventi, e credetemi *sento* anche in quelli con opinioni apparentemente contrapposte, una unica e comune grande passione per il nostro mondo del tiro a volo;
mi piace pensare al dibattito che avviene sul forum come ad una serie dove per forza di cose dobbiamo far ricorso al nostro autocontrollo nel momento della difficoltà, e se ci riusciamo allora si che portiamo a casa un bel risultato..
Spero davvero che Francesco C., Francesco M., Nicola, Giovanni De M., Sauro e naturalmente MariaSole continuino a farsi leggere da tutti gli amici del forum;
a proposito MariaSole, a me per primo, e credo a tanti tiratori farebbe molto piacere che tu ti *divertissi* un pò a spaziare anche nei temi della tecnica per condividere un pò della tua esperienza di tiratrice di livello internazionale;
grazie ancora quindi per la tua partecipazione e per quella degli altri amici volutamente chiamati per nome.
ciao a tutti e a presto

Santasilia Mariasole 18/05/2010 A Roberto Armani dico che di tecnica si potrebbe parlare per ore, e con tutti i miei -colleghi- sono sempre la prima a parlarne in quanto curiosa e appassionata. Ultimamente con Gigino e Bernasconi ho intavolato una discussione su canne alte o canne basse. Voi che ne pensate? Un saluto a tutti

armani roberto 18/05/2010 per MariaSole,
abbiamo parlato proprio dell'argomento che proponi tu (la punteria), ti parlo di F.U., prendendo spunto da un intervento di Carmela Petrella in data 21.10.2009, da lì nacque una interessante discussione alla quale partecipò anche Scalzone e altri amici del forum..se ti va puoi trovare questi interventi raggruppati in un file da Africano all'inizio del tema della tecnica della F.U. scorrendo poi fino a quella data;
a proposito io preferisco puntare a filo buca, o anche 10 cm appena sotto, ma mi farebbe piacere conoscere anche la tua tecnica e se si differenzia per la F.U. e per la F.O.
ho risposto qui in quanto lo spunto è stato fatto in spazio aperto, magari in seguito possiamo proseguire con gli argomenti di natura tecnica nei temi specifici se per MariaSole e per gli altri va bene. (magari Africano in seguito può spostare anche questo mio intervento se ritiene opportuno)
ciao

Santasilia Mariasole 18/05/2010 Magari avessi la certezza di qualcosa… Al momento penso di aver sparato in tutti i modi possibili: canne alte guardando sotto, canne alte guardando sopra (come fa Gigino), canne basse con sguardo concentrato, canne basse con sguardo ampio, canne basse guardando solo il piattello e mai la canna che eventualmente lo va a colpire, canne basse portando la punta della canna addosso al bersaglio… Insomma di tutto e di più. Credo, alla fine, che con le canne alte si faccia meno fatica a sparare, meno strada e meno scomposizione durante il cammino. Per contro con le canne basse si ha maggiore visione del bersaglio. Credo che alla fossa universale le canne alte siano più opportune in quanto l’incrocio dei piattelli avviene più in alto. Alla F.U. tre titoli italiani li ho vinti con canne alte. Ma un europeo con canne basse. Ultimamente i punteggi non mi vengono né in un modo, né in un altro. Che dire… negli ultimi anni alla F.O. ho tirato sempre con canne basse ma, visti i risultati, sto riprovando con canne alte. Ho sentito che molti sparano -con gli occhi- cioè senza mai prendere in considerazione la canna. Io ci riesco poco, devo sempre vedere dove metto la fucilata, mi viene istintivo ma, qualche volta, per fare questo allungo a sinistra (sono mancina) e faccio zero. Frasca spara molto bene con canne alte, Alipov e molti altri, in campo internazionale, pure e Gigi con canne altissime.. Io non ho una convinzione assoluta.

Santasilia Mariasole 18/05/2010 Forse potresti unificare la tecnica nella FU e nella FO in un unico spazio.. Vedi tu, senti gli altri che ne pensano..

Vigo Africano 18/05/2010 Penso che sia una ottima soluzione

armani roberto 18/05/2010 ...per me va benissimo Afri, anche perchè come già si era detto in precedenza gli argomenti trattati nella tecnica della F.U. sono per tanti aspetti simili alla F.O e in più potresti anche modificare il titolo a tuo giudizio, senza mettere per intenderci *..il lavoro di Armani o chi altro in specifico*(..mi ha fatto molto piacere quando tu lo hai creato Africano) ma credo che in questo modo tutti i tiratori sentirebbero un pò più loro quello spazio e magari avremo più possibilità di avere interventi da più parti.
Sono contento di questi aggiornamenti in corso, ringrazio Mariasole per la voglia di parlare anche di F.O. e non vedo l'ora vedere sempre nuovi interventi.

armani roberto 19/05/2010 ..sulla CONCENTRAZIONE:

non credo sia semplice spiegare a qualcuno o a noi stessi cosa è la concentrazione;
io per ora vi racconto solo un episodio vissuto, magari poi insieme possiamo dire un pò di cose intorno a questo argomento,

..15.05.2010 un paio di serie di corsa a Lonato sabato mattina..
arrivo un pò di fretta mi incammino assieme al mio amico Carlo verso il campo 1 e faccio la mia serie...
mamma mia che disastro...o non sono più capace di tirare...uno lungo..uno corto...fucilate a qualche fagiano invece che ai piattelli..
e via dicendo...morale alla fine non so nemmeno quanti ne ho presi...forse 17 o 18 boh..

ma qui viene il bello..
io volevo andare a casa, ma Carlo mi dice: guarda che non eri concentrato per niente il problema è solo quello.
e io: ma no! non è solo concentrazione..qui sto brancolando nel buio..mi sembrano tutti dei missili e sparo una fucilata diversa dall'altra..
ma non so forse ho sparato all'universale e adesso all'olimpica chissà forse o perso il tempo....boh..
non è la giornata giusta Carlo!..dai andiamo a casa.
Intanto che penso a cosa fare...tra l'altro c'è anche l'aria un pò fredda e nulla mi invoglia a fare un altro giro..
inizio a mettere di nuovo 25 cartucce nella tasca destra e 10-15 nella sinistra..ma mentre lo faccio mi sembra di non sentire più allo stesso modo
i rumori attorno a me..e mentre Carlo intuisce che ho deciso di fare un altro giro e si rimette le cuffie, mi ritrovo già in pedana 1 e capisco subito che il mio atteggiamento è completamente cambiato...
inizio a fare solo ed unicamente quello che so fare...mi accorgo che i mio pensiero è rivolto con attenzione solo al bersaglio...
...continuo la mia serie...ho già fatto qualche giro non so bene quanti... mi sembra di avere più tempo per tirare...
...il piattello non è un missile come prima, la mia fucilata ha tutto il tempo di arrivare...
la serie finisce, Carlo si toglie le cuffie, mi viene incontro e mi dice: Cosa ti avevo detto? hai fatto 24 prime canne e una seconda..

Mi sa che avevi ragione tu Carlo...
..dai andiamo adesso che siamo anche un pò in ritardo..

Santasilia Mariasole 19/05/2010 La concentrazione è figlia delle idee chiare.

armani roberto 19/05/2010 intanto grazie Mariasole, ho letto attentamente il tuo intervento riguardo le canne..
..poi ho letto questo sopra, ermetico ma che ho capito e condivido, e mi è venuto naturale collegarli e (pensa un pò tu) provare a dirti cosa farei io se mi trovassi in quell'incertezza di dove posizionare le canne, che come dici anche tu potrebbe impedirmi di trovare la concentrazione (..idee poco chiare);
premetto però che i consigli, in quanto ad esperienza, so bene che sei tu che li puoi dare a me mentre viceversa il mio consideralo un semplice pensiero di tiratore.
io metterei le canne dove ultimamente ti riesce più congeniale e fatto questo proverei a fare attenzione solo alla zona dell'uscita del bersaglio, allo stare fermo sulla chiamata e al tempo di sparo;
proverei quindi ad eliminare il pensiero*..porto la canna del fucile sul bersaglio*..in effetti Mariasole potrebbe essere il pensiero che ti fa allungare un pò il tiro, proprio per avere quel riscontro visivo (canna - bersaglio), di quel che basta lasciare andare via integro il piattello.
se tutto funziona, la canna *sul bersaglio* ci andrà comunque e probabilmente con un tempo un pò più giusto..un tempo per rompere il piattello.
Sai cosa penso Mariasole, che la necessità di *vedere* dove mettere la fucilata potrebbe comunque rimanere ma trasformarsi in *consapevolezza e percezione* di dove va la fucilata.
Come al solito mi sono lasciato trasportare dal mio voler capire e dalla voglia di parlare di tiro.
Continuate a leggere i miei interventi proprio come solo dei pensieri, vi assicuro che è il mio unico e vero intento.
ciao Mariasole
ciao a tutti gli amici del forum.

Santasilia Mariasole 19/05/2010 Grazie Roberto, sei molto gentile. Mi chiedo.. ma tu spari con gli occhi o porti la punta sul bersaglio o non te ne rendi conto? Molti non sanno e rompono i piattelli, ma c'è anche chi non perde mai il controllo della canna.. io so che devo perdere il vizio, soprattutto a sinistra, di voler vedere la punta sul bersaglio e tirare più d'istinto.

armani roberto 19/05/2010 ..io non *porto la punta delle canne sul bersaglio* ma più semplicemente Mariasole *so che sta andando nella direzione giusta* perchè in realtà sono concentrato solo sul bersaglio e mentre tutto il mio corpo (..e il fucile fa parte del mio corpo)sta eseguendo il movimento, ho comunque la percezione visiva delle canne (ma non è per me un riferimento, ne qualcosa che ho a fuoco in modo particolare, le canne sono semplicemente li e io come altre cose le vedo...ma di certo non le guardo.)
si io sparo *con gli occhi* come dici tu, e anche bene aperti, ma se parto con un impostazione corretta so anche Mariasole, che non perderò il controllo delle canne, anche se non le sto *guardando*..
Lo so, anzi lo sappiamo Mariasole.. a volte è più semplice fare una cosa che spiegare come si fa..
ti ringrazio di nuovo tanto per il contributo che sta dando la tua presenza al forum.
ciao e a presto.

Vigo Africano 20/05/2010 Sono sicuro che la la tecnica di Roberto sia giusta, ma quando ero alle prime armi ed andavo a caccia con mio padre ad allodole e sbagliavo una facilissima preda incantata sullo specchietto, mio padre mi diceva: non hai mirato, l'hai guardata .....
Certo bisogna sparare d'istinto, altrimenti il movimento diventa lento, ma non ho mai provato a non guardare il bersaglio se non lungo la canna. Sparo con l'occhio che vede tutta la bindella (iride tangente alla stessa), anche per avere una migliore visibilità del bersaglio.
Ovviamente io non faccio testo per i miei scarsissimi risultati. Intervengo solo per solleticare la discussione.

Salzano Giuseppe 20/05/2010 CANNE BASSE O CANNE ALTE?

Innanzitutto complimenti alla Signora Mariasole, per aver dato inizio ad un dibattito tecnico che determinerà interventi certamente di alto tono, in quanto le due impostazioni non avendo nulla in comune, sono da prevedersi interventi di difesa dell’una e dell’altra impostazione.
La prima a canne basse, secondo il mio modesto pensiero, consente una
**tracciabilità geometrica di mira diversa** della traiettoria del piattello e di conseguenza un intervento compatto e dolce del corpo in quella direzione, bello a vedersi, senza strappo e con buona riuscita di colpire di seconda canna qualche piattello mancato di prima.
E, sempre secondo il mio modesto parere, ** È LA VERA POESIA DEL TIRO A VOLO ** è come vedere due bravi musicisti di cui il primo al Violino ed il secondo al Clavicembalo.
Questo vale sia per la Fossa Olimpica che per la bellissima disciplina della Fossa Universale che è la vera scuola del Tiro per ben figurare alla F.O.
Mi permetto aprire una parentesi ** visto che Nostra Madre Matrigna segue con distacco la disciplina della F.U.; sarebbe il caso di incominciare a pensare seriamente ad un distacco di questa disciplina da Essa? ** . Chiusa parentesi.
Per quanto attiene l’impostazione a canne alte, si determina una fucilata repentina ed impetuosa con impatto sul bersaglio deciso ma violento, che solo un controllo determinato del corpo ed una forma fisica eccellente può dare risultati di rilievo.
Questa è la sintesi di quanto può dire oggi la mia esperienza fattami capire e dimostrata anche in pedana da meno di una decade di TIRATORI, i più in vista per quanto attiene la tecnica ed i risultati ottenuti da Essi negli anni ’60 e ’70.
TIRATORI che hanno lasciato tracce indelebili e di eccellenza, che un giorno mi sentirò in dovere di fare i nomi, anche di Coloro che non sono più tra noi e che unitamente ad Altri ancora oggi sono da ammirare in pedana per la loro elegante impostazione e precisa fucilata.
Credo che possa permettermi di fare altra analogia, oltre i Maestri di Violino e Pianoforte.
Veder competere sullo stesso terreno di gara, in Cinofilia Classica, un SETTER ed un POINTER; l’ELEGANZA e l’IMPETUOSITA’.
Tutto è lasciato alla Vostra immaginazione, all’esperienza e pratica di ognuno di noi.
Cordialmente
Peppino Salzano

Bacco Giuseppe 20/05/2010 Anche se da parecchi anni non mi cimento più nelle gare e pratico il tiro molto occasionalmente, la passione non è mutata e il dibattito sulla tecnica di tiro mi attizza sempre.
Mi cimento quindi nella discussione sulla posizione delle canne sulla fossa che è forse l’argomento più dibattuto nella tecnica del tiro a volo.
A me pare che la posizione vada assunta in funzione del proprio modo di raggiungere il bersaglio.
Un tiratore che usa la tecnica di Mariasole,che è quella di cercare il bersaglio sulla linea di mira, non può prescindere dal tenere le canne basse. In questo modo riesce a valutare meglio la traiettoria del piattello, può seguirne la traccia e posizionare le canne sul bersaglio. Ritengo anche che l’occhio non debba fissare in modo esasperato il punto esatto di uscita del piattello. Così facendo si rischia la strappata a causa della percezione dell’ alta velocità di uscita. A mio avviso il tenere lo sguardo in una zona più ampia aiuta a percepire una velocità minore e quindi agevola un movimento più morbido e fluido.
Chi punta alto con sguardo sopra le canne , elimina in automatico la percezione dell’alta velocità di uscita e normalmente non cerca la linea di mira, incrocia il bersaglio e spara a zona, come diceva Mariasole spara con gli occhi.
E’ chiaro che i due modi diversi di posizionare le canne condizionano parecchio la modalità del tiro. Con le canne basse il percorso è più lungo e normalmente il tiro è meno veloce ma più preciso.
Le canne alte consentono il raggiungimento del bersaglio con un movimento più corto, il tiro di solito è più veloce ma non essendo esattamente sulla linea della traiettoria, bensì sull’incrocio, risulta meno preciso. Teoricamente dovrebbe penalizzare nella finale ad un colpo ma i fatti mi hanno più volte smentito, rafforzandomi nella convinzione che le tecniche sono tutte valide ma che la testa conta molto di più.
La condizione psicofisica fa la parte del leone. Quando è ottimale, la capacità di concentrazione diventa morbida e naturale, il movimento fluido e veloce al tempo stesso e l’esito del tiro quasi automatico.
Queste considerazioni sono semplicemente il pensiero di un appassionato che non ha assiduamente frequentato i vertici tecnici nazionali ma ha semplicemente osservato ed ascoltato traendone delle conclusioni . Prendetele , come dice Roberto Armani, come un’esternazione di pensiero che non ha alcuna presunzione di insegnare niente a nessuno ma che anzi gradirebbe un contradditorio.

ricciardi silvio 20/05/2010 CANNE . - Pur sapendo che le tecniche di insegnamento si evolvono da generazione in generazione, vi metto al corrente della mia *paleolitica* esperienza . Il vero problema di ogni sportivo che si avvicina al tiro al volo, è quello di trovare il calcio del fucile, con dimensioni fisiologiche, che si adatti *perfettamente* alla propria irripetibile imbracciatura. Da quel momento il fucile diventa un *arto* del tiratore e mai più controllerà -salvo casi eccezionali prima delle gare - la linea di mira o peggio il mirino durante l'azione di sparo. Faccio mie, pertanto, esperienze ed insegnamenti relativi ad altre attività sportive praticate: i maestri di tennis - e baseball - una volta adattata la racchetta spiegano all'allievo che deve guardare soltanta la pallina e dimenticare l'attrezzo che farà il suo percorso senza dover essere più controllato. Per rafforzare questo principio essi affermano che l'attrezzo diventa prolungamento fisiologico del braccio e tutta l'attenzione va concentrata sul bersaglio da impattare, valutando solo la sua velocità ed angolazione. Questo è quello che io ho messo in pratica da sempre senza mai preoccuparmi di allineare le canne al piattello per non correre il rischio di tirare sotto o dietro. Il mio fucile è solo il mio occhio , non esiste mirino, è quando mi sono macchiato di miliardi di zeri ho sempre saputo dove realmente avevo posto le canne, che *maledette* non mi avevano dato la gioia di vedere frantumato l'odiato, fuggente, *nemico*.

armani roberto 20/05/2010 grazie Salzano, sempre bello leggere i tuoi interventi, il tuo pensiero come dici sarà anche *modesto* ma a me piace,interessa e lo condivido pure, e in più non riesce a nascondere quello che secondo me c'è dietro..cioè tanta esperienza (ho visto male Peppino?..);
sono daccordo anche con il nostro amico Giuseppe Bacco che saluto.

vorrei solo per un attimo tornare sull'intervento di Africano, guarda che io ho capito quello che vuoi dire ma non lasciarti ingannare.. il tuo pensiero non è l'opposto del mio e ti dirò di più, se ti soffermi un pò sul mio intervento vedi che io ho comunque sempre la percezione delle canne, so dove sono, l'unica cosa Afri è che non è il mio pensiero principale *porto le canne sul bersaglio*; inoltre mi è venuto in mente un esempio (promettete di non prendetemi per un pazzo però):
io praticavo motocross e quando percorrevo il percorso la mia attenzione e il mio sguardo erano rivolti in avanti verso il terreno, verso i dossi ma *vedevo* sempre anche il parafango anteriore della moto che a seconda della mia valutazione di ciò che avevo davanti si inseriva nella direzione giusta...se però la mia attenzione si fosse focalizzata principalmente sul parafango *mi sarei sdraiato alla prima curva*, ciò non toglie però che se voi provate a correre con una moto da cross togliendo il parafango anteriore credetemi è una impresa quasi impossibile!
Quindi Afri, sicuramente a caccia potrai dedicare un pò più tempo alla *mira* mentre al tiro potresti provare a trasformare solo un pò il tuo pensiero.
a già, dimenticavo, e poi ricorda sempre che Armani è un gran bravo ragazzo ma conosce tanti tiratori molto più forti di lui che non sempre tirano come fa lui........

armani roberto 20/05/2010 visto solo adesso intervento di Silvio..niente da aggiungere amico mio.
un abbraccio.

Vigo Africano 20/05/2010 Caro Roberto, forse la mia descrizione è più influenzata da quello che penso di dover fare rispetto a quello che realmente faccio. Io ho sempre sparato di stoccata, rischiando molto spesso di strappare, ed ancora oggi la mia fucilata è abbastanza rapida (considerando la mia età), quindi è facile che io porto le canne come tu dici e di certo non è il mirino il mio riferimento.
Lo sparare veloce mi deriva dal fatto che mio padre era un ottimo tiratore al piccione e quando si andava insieme a caccia a quaglie, se volevo spararne una a cane puntato, malgrado mio padre mi dicesse: spara prima tu, dovevo tirare subito, altrimenti mio padre senza accorgersene aveva già sparato.

Santasilia Mariasole 20/05/2010 Sarà.. caro Roberto, ma a me, un nanosecondo prima di tirare la botta, un'occhiata (non il pesce) va alla punta della canna... anche se mi remdo conto che la canna ci va istintivamente.

Salzano Giuseppe 20/05/2010 Roberto, sei sempre molto cortese e gentile. Sarà un piacere incontrarTi e conoscerTi e se alla prima occasione che parteciperai ad una gara non lontano dalla Campania, sarà per me un piacere poterTi ospitare.
Ti prego di voler essere così gentile da farmi sapere quando.
Ho interessato Afri affinchè possiamo scambiarci le relative coordinate.
Cordialmente Peppino Salzano

armani roberto 20/05/2010 ..forse la gara prossima più vicina potrebbe essere il Mondiale di F.U. a Lunghezza Roma, *in casa* di Mariasole diciamo così! vedrai Giuseppe che riusciremo a vederci;
mannaggia Mariasole quell'occhiata li gliela vuoi proprio dare è?? oh magari c'hai ragione tu, chissà...ma va bene dai, così quando ci vediamo parliamo un pò ok?
e il mio amico Africano? oh Afri i risultati scarsissimi li facciamo tutti! sai di quanti risultati scarsi è fatta la strada per vincere un gara?..non considerare i piattelli non colpiti solo un errore, ma falli diventare la tua forza per la gara successiva..
mi sono accorto che sono già le 22.15..
allora vi saluto tutti quanti e a domani ciao.

bueno pernica angelo 20/05/2010 Salve a tutti. Vorrei anch’io aggiungere un piccolo contributo al dialogo sul puntamento e sulla successiva visione. Riprendendo l’esempio della racchetta da tennis ritengo del tutto improponibile che mentre giunge la pallina, magari lanciata a velocità stratosferica, il giocatore di tennis guardi la racchetta o la posizione del braccio prima di colpire. E’ certo altresì che come il giocatore si imposta con il corpo – es. troppo avanti o troppo indietro – determina la riuscita del colpo. Questo per dire cosa: che, almeno secondo me, è proprio il lasciare andare liberamente il corpo e la mente ciò che determina la risucita o meno dell’azione di sparo. Personalmente riesco meglio proprio quando la mente si estranea da tutti i dettagli e si determina solo nell’azione di colpire il piattello, senza vedere canne o altro… solo il piattello … cosa questa che non sempre mi riesce.
Cordialità

ricciardi silvio 21/05/2010 BUENO PERNICA . - Con ulteriori probanti esperienze, dovremmo tutti convincerci che canne e mirino nel tiro a volo - a sostanziale differenza del tiro a segno che ha bersagli fermi - non vanno allineate durante lo sparo. Ma abbiamo anche il dovere di avvertire i nostri lettori di NON CAMBIARE NULLA nel loro attuale modo di approccio al piattello, farebbero una tale confusione da poter essere solo danneggiati nei risultati. La primavera-estate è periodo di gare e campionati: niente deve essere provato, prima dell'inverno, per rendersi conto se si è nella condizione di modificare la propria impostazione. Lasciamo Mariasole - mancina doc - imprecare sul sinistro alto, che non romperà mai se lo vuole allineato al mirino, ma non godremo spesso dei nostri risultati: per tutti gli zeri sono sempre in agguato !!

Santasilia Mariasole 21/05/2010 SILVIO... e perché il mezzo sinistro basso dove lo mettiamo????

Salzano Giuseppe 22/05/2010 per Giuseppe Bacco-Visto che è d'obbligo darci del Tu sul nostro Sito è stato con piacere che ho letto con la dovuta attenzione il Tuo intervento **CANNE BASSE O ALTE?**Fa sempre piacere leggere di argomenti che ci aiutano a capire di tecnica del Tiro e che sintetizzano con chiarezza e fluidità l'argomento specifico e non confondono le idee.La Tua descrizione è stata precisa ed analitica.Complimenti.P.S.Credo sia l'occasione giusta per far notare a me stesso,che su interventi,anche se di rilievo vi sono stati interventi che mi permisi di definire impropriamente **FIUMI IN PIENA**sulla rubrica **SPAZIO APERTO**Sull'argomento **CANNE**notiamo poca vivacità......fino ad ora.Un cordiale saluto a tutti Peppino.

ALIPRANDI BRUNO 22/05/2010 Canne alte canne basse. Parlando solo di F.U., ove la tecnica, deve essere necessariamente differente dalla f.o., per la ragione del vasto raggio di uscita del piattello e per le differenti situazioni di tiro. Più volte ho espresso il mio pensiero a riguardo. Si potrebbe dire, per gli amanti dell'odiato latino * In medio stat virtus*, e mai come in questo caso il detto di Ovidio ha valore. La posizione, a mio parere, va presa a secondo di molte ragioni, tra le quali, la visibilità per ogni fossa, le condizioni del tempo (foschia, pioggia, sole,ecc), lo sfondo, e sopreatutto a secondo dele proprie caratteristiche fisiche per il tiro. Non vi è una dottrina certa per le canne alte o canne basse, il tutto va valutato secondo l'esperienza che ogniuno si crea per le sue caratteristiche che sono differenti per ogni tiratore. Gigino (la peste del Vesuvio), spara con canne alte, e dimostra quanto sia valida la sua tecnica (sarebbe un delitto farlo sparare a canne basse si snaturerebbero le sue convinzioni e forse non farebbe i risultati che ottiene). Kivin Gill spara a filo buca ed altrettanto validi sono i suoi risultati. Ritengo che per ottenere dei risultati, si debba prima di tutto avere la massima convinzione personale su quello che soggettivamente si sta facendo.
Troppo spesso si seguono correnti e filosofie che fanno moda, di anno in anno (sopratutto nelle armi vedi bindelloni e artifizi d'estro estremo). Penso che ogni tiratore debba crearsi punti di riferimento propri a secondo del bagaglio d'esperienze avute. L'esempio del tennis, come citato ,è validissimo. Ma è proprio l'esempio del tennis che ci porta a sostenere quello che dico. La racchetta, c'è chi la usa a una mano, con stile e risultati, ma vi è anche chi la usa a due mani, con meno stile ma con altrettanti buoni risultati. Nel mio passeggiare tra i campi , spesso osservo tiratori che hanno maniere strane di mettere le canne sulla fossa, c'è chi si imbraccia esternamente e va al centro fossa torcendosi come un'anguilla, e se non fa così, non becca nemmeno quei pochi piattelli che rompe. C'è chi punta e spara in movimento, senza manco pensare dove vadano le canne sulla fossa se alte o basse ecc. Una regola va valutata e ci vuole, ma deve essere soggettiva per ogni tiratore , per le sue caratteristiche, per le condizioni dell'impianto su cui si spara, e per le condizioni del momento. Va detto che ogni tiratore deve conoscersi bene e deve conoscere bene le proprie caratteristiche, per poter trarne il meglio nelle prestazioni, sopratutto facendo tesoro delle esperienze personali fatte.
Il Figaro Mozartiano cantava *Aprite un po' quegli occhi uomini incauti e sciocchi, guardate queste femmine ..guardate cosa son!* Lui cantava così , con considerazioni lontane dal tiro, ma io amo osservare le campionesse quando sparano e osservandole, noto dei valori uniti ad una determinazione , spesso più forti di molti campioni del sesso forte.
Mariasole, è una tiratrice che ammiro da molto tempo e che spesso mi soffermo ad osservare le sue performance in pedana. L'ho vista sparare in varie situazioni ambientali, in vari momenti (barrages) e su svariati campi. La mia convinzione è che Lei non abbia problemi tecnici di sinistri bassi o altro, ma che abbia maturato una difficoltà (MENTALE)per certi piattelli . A tutti i tiratori, capita questo o è capitato! Se devo dare un consiglio a Mariasole, è quello di non pensare a dove posizionare le canne, ma di posizionarle secondo sua natura e comodità personale. Ritengo che una campionessa come Lei , non ha problemi per nessun piattello, deve solo essere convinta che nessun piattello la può penalizzare... e poi sono certissimo che con la sua bravura e l sue qualità i sinistri bassi (piattelli per Puffi) li prende col cappello.
Poussan , Antibes, Lonato,ecc , quante belle pedane ho visto sparare a Mariasole, dove i piattelli li scoppiava a destra e a manca, con una semplicità favolosa. Spesso, il problema per un tiratore, che in un periodo particolre ha difficoltà su un piattello ,diventa motivo di ricerca su aspetti tecnici ...tipo la posizione delle canne,o il calcio, ecc , certo potrebbe anche esserlo, ma per me, Mariasole di problemi tecnici su un piattello non ne ha! Troppo vasta è la sua esperienza e troppa è la sua classe perchè abbia problemi del genere. Certi problemi potrei averli io, e questo ci sta, dato la mia (purtroppo) latitanza alla pedana. Nelle Lady, vi sono tiratrici dalla tecnica sopraffina e dal cartattere agonistico straordinario ...osservatele e vedrete anche in loro vari metodi di posizionare le canne e se domandate loro la ragione vi diranno... *perchè così mi sentro comoda.*
Concludendo, certi aspetti tecnici vanno visti a livello individuale e solo li si trovano risposte adeguate.
Io certe risposte me le do quando guardo le classifiche e vedo molte tiratrici davanti a me (una volta ache mia moglie ci si metteva) e lì concordo con Figaro che dice *(le tiratrici) Son Streghe che incantano...per farci penar. Sirene che cantano per...farci affogar. Civette che allettano ...per trarci le piume. Comete che brillano ..per toglierci il lume....son rose benigne..amiche d'affanni... e non senton pietà... il resto nol dico già ognuno lo sa.*
Scherzi a parte, certi problemi tecnici, esistono ma non sono certo (come questo) un problema irrisolvibile.
Saluti Bruno
P.S. Il polpettone, non va letto da chi non ha pazienza ....saltare al prossimo intervento.

Bacco Giuseppe 22/05/2010 Caro Silvio, permettimi di non essere d'accordo. Molti tiratori del passato e anche di oggi hanno fatto e fanno riferimento alla linea di mira ed al mirimo con risultati di eccellenza.
Molti altri invece possono farne a meno.
Conosco tiratori di livello e con grande esperienza che vanno alla ricerca della giusta luminescenza del mirino. Ne conosco altri che non sanno neppure di averlo. Ricordo di aver fatto rilevare ad un amico che aveva perso il mirino del suo fucile. Mi rispose che lo aveva tolto di proposito perchè gli dava fastidio.
Mi sono convinto che il tiro è uno sport che non ha rigide regole tecniche di impostazione e di esecuzione, pensa solo al piedino alzato di Mattarelli ed alla posizione di Pellielo, Alipov e degli atleti di oggi.
Credo invece che la condizione psicofica sia alla base dell'esito del tiro.
Per me è molto più importante la capacità e la tranquillità mentale.
Tali condizioni ottimali ti permettono di stare fermo sulla chiamata, di valutare lucidamente la traiettoria e soprattutto di tirare il grilletto nel momento giusto. A mio avviso è paradossalmente quasi secondario il modo col quale arrivi sul bersaglio.
Durante una gara davanti a me c'era un amico che era stato un gran tiratore e che stava passando un momento difficile. Mi ero stupito perchè a volte chiamava il piattello e poi non gli sparava. Aveva chiuso con una barca di zeri.
Verso la fine io avevo fatto due zeri vanificando il 25 precedente.
Al termine della serie mi si avvicina e mi chiede scusa per avermi fatto perdere la gara.
Rispondo che gli zeri li avevo fatti io e che lui non c'entrava proprio nulla.
Ribadisce che non lo stava facendo apposta ma che non riusciva a tirare il grilletto, gli sembrava che fosse bloccato.
Mi dissero che il situazioni di depressione molti tiratori riscontrano questa difficoltà.
Questo per dire che l'aspetto mentale nel tiro ha una importanza sostanziale.
Quando manca la serenità il grilletto non parte al momento giusto ed è zero.

armani roberto 22/05/2010 tu sei un grande Bruno..e sei pure un grande tiratore;
il tuo intervento lo metterò tra quelli da fare imparare a memoria ai miei futuri allievi..
Te lo ripeto con immenso piacere
Tu sei un grande tiratore.
a presto.

ricciardi silvio 22/05/2010 BACCO . - Intervento, il tuo , che centra e chiarisce il quesito. Io, a dire il vero, ho difeso la mia categoria dei mirino-canne-nemici, ma accetto con piacere immenso opinioni diverse ed esperienze vissute che lasciano il segno. Se poi penso che a differenza - .....e che differenza!! - di Alipof e Pellielo sparo con il piedino destro col tallone sollevato, vuol proprio dire che la tecnica può essere adattata alle proprie condizioni fisiche e al controllo mentale. L'importante sarebbe di prenderli tutti......ma è solo un pio desiderio.

armani roberto 22/05/2010 ..quanto mi piace questo modo di *parlare di tiro*..
..ultimamente ogni intervento è come un tesoro..
bello anche l'intervento di Giuseppe Bacco

voce fuori campo: ..ma Armani deve sempre intervenire a dare i voti agli interventi???
mi sa che sto ragazzo si è montato un pò la testa con la storia dell'istruttore..

ha ha ha!! boh non lo so sarà il sabato mattina che mi mette di buon umore..
ciao ragazzi!

Salzano Giuseppe 22/05/2010 Eppure ero,forse quasi,convinto di poter disquisire tra gli appassionati di questa disciplina,confrontandoci e parlare di:impostazioni,di canne basse o alte,di calcio di strozzature in rapporto all grammatura del piombo,di bindelle con gradino o senza,di linee di mira ...................invece letto l'intervento di Bruno Aliprandi,che è riconosciuto ottimo Tiratore,intervento apprezzabilissimo e certamente dettato dalla Sua grande esperienza,mi sono reso conto di non avere spazi di competenza utili e poter ritornare sull'argomento.Forse,devo fare a menda e rientrare se saranno aperti argomenti più consoni al mio livello di preparazione relativamente alla nostra disciplina.Ad una prossima volta ,Bruno.Distinti saluti,Peppino.

ricciardi silvio 22/05/2010 PER PEPPE *PELO BIANCO* . - Invece hai messo in pista un nuovo ed importante argomento: parlateci dei vantaggi e-o svantaggi delle canne con bindella piana, mezza bindella ed il famoso *cancello* dei tiratori del double-trap. Penso si possa scrivere una enciclopedia: avanti dunque, esperienze personali e sentito dire. Faremo tesoro di quanto illustrerete. A voi.

ALIPRANDI BRUNO 22/05/2010 Per Giuseppe Salzano.
Caro Giuseppe, non ho la presunzione di essere un tecnico, ho espresso solo il mio personale punto di vista, e leggo con piacere tutti i commenti relativi al tiro. Ritengo che gente come noi, appassionati e patiti del nostro sport cerchi, nel loro piccolo, di portare le proprie esperienze personali, per far si che siano d'aiuto a tutti . Tutto serve e tutto va ascoltato, poi ognuno ne fa tesoro o ne filtra i contenuti per il suo bisogno. Giuseppe, spero che non proporrai argomenti sui calci... con i miei consigli, potrei far dei danni enormi ( non ci capisco un cavolo). Il tiro, è la nostra passione che ci prende in modo totale e forse, l'essenza di quello che sigifica praticare lo sport in modo completo, con un certo stile, esaltandone i suoi valori , lo esprimiamo anche con i nostri interventi lontani dalla pedana. Qui , qualche volta si innescano pseudo scontri, ma sono scontri tra amanti della stessa disciplina sportiva, e nascono ...sicuramente tutti con la stessa finalità...amore per il tiro!
Continuiamo su questa strada, e se a volte qualche cosa stride...mettiamo dell'olio e tutto scivolerà sullo stesso binario in modo soddisfacente e propositivo.
Un caro saluto sperando in un incontro per poterci conoscere Bruno

P.S. Mi scuso per gli errori nel mio precedente intervento...la premura di correre in pedana mi ha fatto pagare il dazio.

Vigo Africano 22/05/2010 L'idea di far nascere questo Sito, (allora l'informazione via web era inesistente e quella cartacea girava in corto circuito nell'ambito dei soli Tesserati FITAV - Notiziario), era principalmente di diffondere tempestivamente le notizie (Calendari e Risultati delle gare) e fondamentalmente INCURIOSIRE E DARE SUGGERIMENTI ai Neofiti.
Io credo che quanto state facendo, al di là della preoccupazione di confondere le idee, è un grosso servizio per gli scopi di cui sopra.

Santasilia Mariasole 22/05/2010 Grazie BRUNO, come sempre troppo carino.. Sì è chiaro che ormai ho un difetto mentale a sinistra e infatti il 90 per cento dei miei errori è proprio su piattelli sinistri. Oggi comunque ho voluto provare a tirare come dice SILVIO senza badare minimamente alla canna. Ma mi chiedo? Come fai a sapere quando è il momento di tirare se non consideri, seppure blandamente, l'ombra della canna? O vai a tempo o non so. Io non riesco a non vedere la canna che chiude il bersaglio e se ci riesco guardo il piattello e quando tiro? O troppo presto o mai..

Salzano Giuseppe 23/05/2010 Carissimo Bruno,ho interpretato con cura ed attenzione il Tuo riscontro ed anche la solita costante presenza di Africano.Continuiamo.Noi sappiamo però,che tra i moltissimi che non ancora si affacciano a questa finestra,ve ne è Qualcuno che conosco molto bene,può dire di TIRO.Attendiamo!!!Mariasole,chiedo venia se mi peremetto di intervenire tra Bruno che mi auguro di incontrare presto e Silvio che ci conosciamo da sempre.Spero di di affermare il giusto,ma credo non ci sia niente di più semplice che correggere lo zero che si ripete sovente sulla stessa mano,anche se trattasi poi della sinistra essendo Tu mancina come io dx.Ora però mi ritorna alla mente *LA LEGGENDA DELLA FATA MORGANA*!!!Canne basse o canne alte?Ripeto quanto sostenuto da sempre dal *Gruppo della STAV PARTENOPEA*.L'alta volta scrissi*TIRARE A CANNE BASSE CONSENTE UNA TRACCIABILITA'DI MIRA DIVERSA DALLA TRAIETTORIA DEL PIATTELLO+.Vi è un aggancio diverso al bersaglio,si percorrono due linee geometriche diverse,il fucile non segue il piattello ma esso troverà lungo il suo percorso la strada sbarrata dal *fuso o cono rovescio di pimbo*.Fuso che dovrebbe avere dimensioni di circa mt 3.00 a mt 3.50 ed un diametro max da 0.45 a 0.60 mt.Silvio,Tu hai sempre tirato,se non mi sbaglio,con mezzo scalino e bindella 6x11.Poi hai accennato alla bindella alta che alcuni usano nel doppio.Vado un pò indietro negli anni.Al Campionato del Mondo di tiro al piccione disputatosi in via Ripamonti a Milano nel marzo del 1971 vi era un Tiratore Texano costetto da alcuni anni a causa di un incidente,a sparare seduto alla sedia a rute.Ma la cosa più tragica era mancava dell'articolazione del collo.Quest'uomo elegante dignitoso e di bella presenza era accompagnato da due prestanti giovani con cappellino sportivo mentre il nostro tiratore aveva il capo coperto da un cappello da COW BOY.Posizionato in pedana da uno dei due accompagnatori,l'altro Gli porse il fucile che aveva un calcio di lunghezza che stimai normale,mentre l'altezza della cresta,ovvero la piega era forse,oltre 130 mm.La canna non era munita di bindella e la linea di mira era attuata a mezzo di due assicelle alte quanto confacente al punto di incontro.Alra particolarità,il calcio aveva uno spessore al tallone di oltre 50 mm ed Egli non l'appoggiava alla spalla ma al centro del torace allo sterno.....ed i risultati,con centraggio dei bersagli erano da manuale.Caro Silvio,questa testimonianza mi rimase impressa e non è che si possa dimenticare facilmente ma vi era un'ESIGENZA...o colì oppure il Nostro Texano non avrebbe potuto tirare.Tu sai che da noi si dice *quando si perdono i buoi non si può cercare la fune*Ma questo amatissimo sport che tanto accanisce per la non rottura della*crastolella*è secondo tutti ,perchè le variabili sono troppe.Manca e non è manco possibile inventarla una *K = Costante*Avremmo ancora tanto da parlare,anche di numeri 3;5; 10/10 ed anche 18.3; 18.4; 18.5; e perche non 18.6 ? Cordiali saluti a tutti.Peppino.

Salzano Giuseppe 23/05/2010 Prosieguo dell'intervento precedente.Mentre scrivevo di Mariasole mi era venuto in mente quacosa che volevo scrivere e me ne ero dimenticato.Ecco quà.Ricordo che da ragazzino,inizio anni cinquantaleggevo i fumetti TEX e BUFFALO BILL.Quest'ultimo affermava che lanciando una moneta in alto la colpiva con la pallottola del revolver.Egli diceva ai suoi:guarda la moneta e sparaaaaa!!!!!!!!!!!Immagino che lo dicesse alzando tanto la voce.Mariasooo0leeeeeeeee GUARDA E TIRAAAA!!!non dar retta la canna pensa l'imbracciata,perchè ritengo che una costante e corretta imbracciata vuol dire mezzo piattello rotto gia prima che spari,l'altra metà la fracasseranno gli occhi,si hai letto bene gli occhi!!!Cordiali saluti a tutti.Peppino Salzano.

Bacco Giuseppe 24/05/2010 Sicuramente Mariasole non ha bisogno dei miei suggerimenti ma, nella convinzione che ogni parere può dare un contributo, vorrei intervenire in linea generale sugli errori ripetitivi.
Intendo dire l’errore sul piattello con la stessa angolazione ed altezza oppure sul primo o sull’ultimo.
Scusate se mi ripeto ma il concetto è sempre lo stesso: l’ approccio mentale.
Nel momento in cui in noi si insinua un dubbio:- il destro alto lo sbaglio sempre- oppure: - sul primo piattello devo stare più attento-.
Ogni volta che questi pensieri entrano in noi , si produce una variazione dell’approccio mentale.
Quando ci esce in destro alto, la nostra risposta di esecuzione del movimento e del tiro non è la stessa degli altri piattelli ma varia in funzione del danno che ha prodotto il tarlo che si è insinuato nella nostra mente.
La variazione non è da noi percepibile ma l’esito del tiro è negativamente influenzato.
Fino a che il tarlo non sarà espulso gli effetti saranno deleteri.
Facile a dirsi, ma come facciamo a cacciarlo via?
Non credo ci siano metodi validi per tutti.
Penso che il modo più semplice sia quello di cercare di liberare la mente ad ogni chiamata (bella scoperta! ).
Ogni volta che il piattello ( vigliacco…) si romperà, il tarlo subirà un colpo...…fino al colpo letale.

salerno carmine 24/05/2010 Oggetto: canne alte/basse
Salve a tutti, sono Carmine Salerno, neofita di 3à Ct di questa disciplina sportiva e appassionato alla f.o.
Ritengo, secondo il mio personale modo di vedere, che l’esercizio ripetuto nel tiro, rappresenti l’essenza dell’equilibrio mentale, di insegnamento alla vita reale, nel corso della quale, confrontandosi con le diverse problematiche, per l’appunto, serve equilibrio mentale.
Desidero vivamente complimentarmi agli ideatori del forum, in quanto, rappresenta un interscambio comune di riflessioni tecniche e non, suggerendo per tanti come me, una sana riflessione per il solo fine di migliorare ove è possibile, in questa disciplina.
Nei vari interventi letti in particolare dai Sig. Bacco, Ricciardi, Bueno, Armani , circa la filosofia dell’esecuzione nel tiro, concordo pienamente la stessa, vale a dire, imbracciato il fucile, dopo la chiamata non riesco ad avere coscienza della bindella, del mirino ed infine del piattello stesso, seguo o per meglio dire l’occhio e la mente seguono nell’interscambio di informazioni la traiettoria, infine lo sparo.
Fino al 1ç° maggio , puntavo a filo di fossa, dico I° maggio, poichè un signore anziano un certo Sig. Salzano Giuseppe, con capelli e baffi bianchi eseguiva 2 serie ottenendo il massimo risultato 50/50. Quello che mi interessava, non era il punteggio, che si deve comunque attestare per dovere di cronaca, ma la sua grande esperienza nella facilità di impostazione dell’imbracciata e la rottura che era piena con 47 su 50 di prima canna.
Tanto premesso, ho incominciato a sparare a canne più basse e ad avere una coscienza parziale del tiro per una visione migliorata della traiettoria e di facilità di esecuzione. Non sono un tecnico ne ho la pretesa di esserlo, ma ritengo che quanto esposto dal Sig. Salzano trova un suo seguace.
Carmine Salerno

P.S.
Domanda ? –
Un tiratore appena conclusa una serie di cui è stato membro di giuria se ha diritto di riposo, altresì se ha tale diritto, quanti minuti devono intercorrere tra la fine della serie in giuria e la serie che deve sostenere..
Grazie e saluti.

armani roberto 24/05/2010 ..Carmine, a me non risulta che chi ha appena fatto giuria abbia qualche particolare diritto al riposo,
quello che posso dirti è che in una gara *a scorrere* in genere quando finisce la pedana dove hai fatto giuria devi direttamente andare sul campo dove tirerai la tua serie successiva in quanto potrebbe anche già essere in fase d'inizio e magari stanno aspettando proprio te che eri di giuria su un altro campo;
se non è a scorrere dovresti avere un pò più tempo però è buona norma andare a vedere a che punto è la pedana del campo dove dovrai tirare tu, infatti a volte, a meno di effettuare un allineamento delle batterie allo stesso orario, le pedane non sono tutte allineate *appunto*, come tempi.
ciao

salerno carmine 24/05/2010 per Roberto
grazie per la cortese risposta, ho ben capito il concetto. tuttavia, rimango perplesso ed è in'accettabile che non hai nenche il tempo di ritirare le cartucce in macchina o di fare qualcos'altro di imminente. Non vorrei essere polemico, ma nella fattispecie è in'adeguato.
ti saluto cordialmente.
carmine salerno

ricciardi silvio 24/05/2010 CARMINE . - In Campania è di norma, nelle gare a scorrere, far sparare prima tre batterie sul primo campo e quindi iniziare sul secondo campo la seconda serie. Avrai, quindi, sempre il tempo di una intera batteria per portarti sul secondo campo. Il tempo non è sicuramente tale che qualcosa di *imminente* non possa essere ultimata. Grazie della partecipazione, seguici e sopratutto, poichè sei agli inizi, poni tutti i quesiti per i quali pensi sia utile appoggiarti a chi ha una maggiore esperienza.

salerno carmine 25/05/2010 Egr. Silvio Ricciardi;
ringrazio anche te per la cortese risposta e delucidazione ben dettagliata, rimanendo nel contesto sollevato, in quanto, in occasione del torneo clever in quel di valle aniene sono stato relarguito dal giudice responsabile con arroganza , prontamente da me respinta nella forma e nella sostanza; tuttavia, al turno di giuria ho potuto prelevare appena le cartucce ......
Ho colto l’occasione, evidentemente, per domandarlo a voi del forum.
Ancora Grazie per la cortese disponibilità nel darmi spiegazioni in merito e, se non sono seccante, vorrei sapere la raccolta delle leggi e/o regolamenti in materia di tiro a volo per poterle visionare.
Cordiali saluti a tutti del forum.
Carmine Salerno

salerno carmine 25/05/2010 commento del 24.05.2010
Vorrei sinceramente e prontamente riparare ad una mia défaillance di forma nello scritto del 24.05.2010, attestando il Sig. Salzano * persona anziana *
Consentitemi di riformulare la definizione del * meno giovane * augurandomi di essere in forma brillante, come lui, alla sua età.
Sentite scuse x il Sig. Salzano.
Carmine Salerno

Vigo Africano 25/05/2010 Nei nostri Links, puoi cliccare su quello della FITAV, in cui troverai tutta la Documentazione relativa al nostro Sport.
Per quanto riguarda le Leggi, una possibile integrazione puoi trovarla sempre nei nostri Links, il secondo, relativo al Magistrato Dott. Edoardo Mori.

Salzano Giuseppe 25/05/2010 - Carmine troppo caro, non credo di meritare tanto.

Non sono meravigliato di quanto è accaduto a Carmine in quel di Roma, non per il campo, né per la Società in quanto conosco il pensiero ed il comportamento, sempre gentile e cortese della Società e delle Persone che Essa dispone.

- Roberto i tuoi interventi, sempre equilibrati, hanno manifestato un pensiero sano e rispettoso di tutti.
Lasciami però dire, che questa volta sulla domanda di Carmine, inerentemente il comportamento del Direttore di Tiro, hai dato fiato ad una tromba, forse non meritevole.
Quello è il modo per farli solo peggiorare, invece dovrebbero fare a menda dell’operato messo in atto nei confronti di Carmine.

- Silvio invece, come solitamente attento a queste * pratiche * non formalmente corrette ha, secondo il mio modesto parere, dato la giusta e corretta risposta. Complimenti.
Voglio però dire anche, che i direttori di tiro non dovrebbero prendere esempio da superficiali ed accondiscendenti accettazioni che non fanno né testo e né regola.
La contestazione del Tiratore che è nel giusto e che risponde a quanto enunciato da Silvio che è pratica corrente non solo in Campania va accettata e scusata.

- Faccio tre nomi di Direttori di Tiro, tra i primi che mi sono venuti in mente, quando le mie presenze erano assidue, residenti al Nord - Centro e Sud rispettivamente Gigi Rossi – Ezio Ricci – Alberto Cerreto.
Quale coordinatore non posso mancare il buon e sempre cortese Matteoni.

Se per ogni volta avremo a lamentarci, vuol dire che nulla vuole cambiare in meglio, quindi sta a dimostrare che bisogna più spesso guardare indietro.

Un cordiale e sincero saluti a tutti

Peppino Salzano


armani roberto 25/05/2010 ..il mio intento era solo quello di riportare ciò che accade sui campi durante le gare..
..lungi da me l'idea di appoggiare però questo sistema che come sottolineato da Carmine potrebbe penalizzare il tiratore che ha appena fatto giuria.., quindi trovo ad esempio corretto il sistema di cui parlava Silvio..
..e a Peppino (consentimi di chiamarti così) va come sempre il mio saluto, ogni volta più sincero.

Salzano Giuseppe 25/05/2010 Carissimo Roberto,l'educazione che Ti distingue con argomentazioni a risposte semplici e fluide rafforzano sempre più la stima che riposi in Te.Ho fatto soltanto un passaggio **all'ottone**in quanto moltissimi direttori di tiro hanno idee alquanto confuse,con il Tuo *FIATO*si sarebbero confusi ancora di più!!!Roberto,correntemente da noi Giuseppe ....è chiamato Peppino o Peppe.Grazie dell'attenzione,con stima ed affetto,Ti saluto cordialmente.

armani roberto 01/06/2010 sentite un pò...
mi capita ultimamente, vuoi per un pò di bravura, vuoi per un pizzico anche di fortuna, di arrivare nella zona calda della classifica..
mi faccio un'altra bella serie di finale a sei..
e poi?..e poi arriva sto benedetto shoot off (si scrive così?)e qui cominciano i dolori..
purtroppo ho proprio l'impressione di trovarmi proiettato in un mondo e in uno sport differente quando si tratta di mettere una cartuccia sola..
e le certezze e la fiducia che tante volte cerco di infondere a chi mi chiede un consiglio, in quel momento non sono più così salde nella mia mente,
credo sia un mio limite, io però mi propongo di prendere spunto da chi vorrà darmi qualche consiglio e proverò a lavorarci seriamente, come voi amici del forum mi insegnate, la perseveranza e l'impegno prima o poi dovrebbero portare qualche buon risultato.

mi è piaciuto complimentarmi con chi ha meritato il podio, non ho avuto nessun sentimento di rammarico anzi mi sono sentito di nuovo un buon tiratore tra ottimi tiratori.
inoltre ringrazio chi mi detto di seguire sia i miei interventi sul forum che quelli di tutti gli altri e, come ho fatto domenica sul campo, invito anche loro ad unirsi a TIROAVOLOFORUM.

Santasilia Mariasole 01/06/2010 Caro Roberto, se mal comune è mezzo gaudio, domenica scorsa con 22.23.22 mi è capitato di arrivare ad uno shoot-off per entrare in finale al G.P. ed è stato il peggior spareggio a un colpo della mia vita! Ho cambiato tempo di sparo affrettando la fucilata questo perché non ho liberato la testa dall'idea di avere un colpo solo in canna. Secondo me bisognerebbe non pensarci affatto e tirare come si sa fare ma capisco che è istintivo. Un allenamento potrebbe essere quello, mentre si spara a due colpi, di pansare di averne solo uno. A me alle volte è servito ad essere più precisa..

armani roberto 02/06/2010 ..vedete..mi è già arrivato un consiglio prezioso, e io ne farò tesoro..
grazie Mariasole.

Bacco Giuseppe 05/06/2010
LA FINALE AD UN COLPO.
Continuo a chiedermi la ragione per la quale i soloni del tiro si sono orientati verso la finale ad un colpo.
Mi dicono che l’abbiano giustificata con una maggior imprevedibilità che migliora lo spettacolo e con la necessità di ridurre la possibilità di ulteriori spareggi che andrebbero a sforare i tempi di ripresa televisiva.
Dico che in una finale l’imprevedibilità risulta sempre molto alta per il ridotto scarto che normalmente distanzia i tiratori. Se è vero che, ad un colpo, viene ulteriormente accentuata non si può negare che ciò vada a scapito dell’obiettivo che è quello di ricercare il tiratore migliore.
E qual è il tiratore migliore ?
A mio avviso è chi, nell’ambito delle regole della specialità, riesce ad ottenere il punteggio più alto.
Mi spiego meglio.
Il Regolamento tecnico del tiro a volo, al punto T.4.1.2 dice….- su ciascun bersaglio possono essere sparati due colpi.-
Il miglior tiratore è quindi colui che, nell’ambito di questa regola fondamentale, riesce ad ottenere il miglior punteggio.
Tutti i suoi sforzi, le sue prove, i suoi allenamenti sono finalizzati al raggiungimento di questo risultato.
In particolare il suo gesto tecnico, il suo movimento, può essere influenzato dalla concessa possibilità di colpire il bersaglio con il secondo colpo.
Sappiamo tutti che il tiratore completo è colui che ha anche una buona seconda canna.
E sappiamo anche che la seconda canna non viene da sola ma è frutto di una tecnica precisa che viene messa in atto dal tiratore.
Il movimento a proseguire, sul quale tutti i grandi maestri insistono molto,non avrebbe alcun senso se non ci fossero i due colpi e non ha alcun senso nella finale ad un colpo
Si può quindi concludere dicendo tranquillamente che – la finale ad un colpo, oltre a non rispettare il regolamento, snatura il tiro a volo anche nell’aspetto tecnico.-.
Per quanto concerne lo spettacolo non credo ci siano molte parole da spendere.
Per un appassionato di tiro la finale ad un colpo è monca e molto meno spettacolare di una batteria normale.
In merito ai tempi televisivi penso che sia veramente una ragione assurda. Stiamo parlando di una ventina di minuti forse per una decina di volte all’anno. Con tutti i canali che ci ritroviamo oggi, credo che tali spazi si possano facilmente trovare. Vediamo uno sport di biliardo come lo snooker che occupano decine di ore parecchie volte all’anno, credo che il tiro a volo possa ottenere qualche minuto in più in occasione delle manifestazioni più importanti.
Per quanto mi riguarda la finale ad un colpo è veramente l’esemplificazione più evidente di come la classe dirigente internazionale sia in grado di cogliere l’essenza delle priorità, di quale sia il suo livello tecnico e quale sia l’interesse per la qualificazione del nostro sport.
Lascio a voi il giudizio finale

ALIPRANDI BRUNO 05/06/2010 Caro Bacco, le tue asserzioni, sono dettate dalla logica e dal conoscere quello che si fa in pedana! Ma secondo te, gli Abagnsale , in una finale, avrebbero potuto gareggiare con un remo segato a metà? Oppure, un campione del ciclismo disputare uno sprint con una ruota sola?
Tutti sappiamo che molti campioni, devono le loro vittorie alla LORO CAPACITA' DI COLPIRE DI SECONDA CANNA. La seconda canna fa parte di quel bagaglio completo del tiratore, ed è quel qualcosa in più che fa la differenza in meriti. E' il colpo di reni dello sprinter, è la stoccata estrosa dello schermidore, è il colpo di repertorio del tennista. E' certo e sicuro, il qualcosa in più del tiratore!!! Questo non va penalizzato. Perchè snaturare questo? Tante son le cavolate inventate per la televisione a discapito del tiratore e del risultato. Chi ha inventato queste genialate ,non lo ha fatto per un motivo tecnico finalizzato ad un miglioramento del tiro, ma lo ha fatto per un fine televisivo e di risparmio di tempo. Cosa influisce per la tv ,in pratica, una decina di minuti in più, dedicati ad una disciplina che poi scompare per quattro anni, mentre poi ti fan vedere il lancio del martello per ore e giorni interi? Costoro, ora dirigenti, e gerenti del tiro, ricordano di essere tiratori?...sempre , ammesso e concesso che lo siano stati (o che ricordino ancora cosa sia una gara). Ma la fesseria più grande, è stata partorita nei barrages, quando a tutti si fa vedere il piattello e tutti tirano lo stesso piattello in sequenza ad un colpo dalla stessa postazione. E' da tempo che la logica e l'identità di una disciplina è latitante dalle pedane. Una volta chi arrivava primo al duecentesimo piattello era il vincitore assoluto. Ora chi arriva primo ad un traguardo, ha uno stato d'animo psichico e di stress completamente diversi da chi insegue. Questo, per chi è tiratore, sa che è determinante per il risultato. La lepre,ha stati di tensione diversi dal cane che la segue. Questo pare sia dimenticato e questo è lo stravolgere una gara. L'aver ridotto il numero dei piattelli, penalizza il campione, e lo vede anche l'inesperto, dato che per esempio, a 25 piattelli, anche il neofita può fare la serie...ma il neofita stesso a 100 piattelli sicuramente non arriva primo. Qui si vuol mischiare il mazzo di carte , mettendo su una linea di uguaglianza lo sprinter ed il maratoneta. Nella F.U., hanno tentato di fare la stessa cosa, ma io ho sempre fatto muro contro queste trovate d'estro. Tu ti immagini uno ( amatore)che parte dal Portogallo o dall'Irlanda, per arrivare a Roma, con soldi spesi di tasca propria per tirare 125 piattelli (Intanto in molti non si sposterebbero più per 125 piattelli)? Per poi magari, essere primo, e nel disputare i fatidici 25 piattelli con un colpo solo , arrivare ultimo?
Ma per favore...finiamola con certe cose! Fortunatamente per il mondo amatoriale il tutto è fermo a meriti lineari e seria completa identità tiravolistica.
Occhio però, gli estrosi Archimede, brillanti inventori e geniali artisti sono sempre in aguato e certe cose le hanno in serbo ,nascoste sotto la poltrona. Come un ponte sullo stretto, certe cose sono viste come un pilastro di identità storica (da lasciare ai posteri ad memoriam col propio nome e cognome)...
Caro Bacco, forse io e Te ci dovremmo tagliare la lingua o magari farci lobotomizzare...forse siamo dei pezzi da museo! E se ci diamo all'ippica? E se ad un certo Varenne, proponessimo di correre l'ultimo giro di pista a tre zampe? Entreremmo nella storia e direbbero ogni volta di noi : Che grandi geni , questi si che sanno che è l'ippica!
Ciao Bruno

Vigo Africano 05/06/2010 E' stata una grande baggianata principalmente inserire la Finale ad un solo colpo, poi lo shoot off sempre ad un solo colpo vedendo il piattello ed infine ridurre la gara a 125 + 25 piattelli. Condivido in pieno quello che avete scritto.
Mi dilungo sulle fantasticherie italiane anche se per Discipline diverse: Avere introdotto con relativi Campionati Italiani per lo Skeet lo Schema FACILITATO e per il Double Trap lo Schema ITALIANO. Da tenere presente che tutte le Gare Regionali, Provinciali e Societarie nell'anno agonistico devono essere disputate con questi IRREGOLARI Schemi per la partecipazione delle Categorie Amatoriali, cosicchè le Qualifiche Atleti non possono allenarsi in Gara e gli Amatori quando passeranno di Categoria subiranno di colpo le difficoltà degli Schemi Internazionali e la Competizione con Atleti più forti.

Salzano Giuseppe 06/06/2010 AFRI',non direi FANTASTICHERIE,che presupporrebbe cose importanti!Invece è I N C O M P E T E N Z A che potrbbe stare a significare due attribuzioni diverese ma altrettante importanti.Non avere la competenza a discutere e dicidere nella specifica materia,oppure eseere ignorante nella materia per la quale si è stati chiamati a decidere.Per meglio rendere l'idea rappresento un esempio.Due tecnici ingegneri con qualifica di capi settore,ma di due settori diversil'uno non può deciderenella specificità dell'altro per incompetenza,ma certamente non per I G N O R A N Z A.= Scusate del rafforzativo.Ma dal cilindro di quale mago del Tiro a Volo so uscite tutte le involuzioni inerentemente il nostro bel regolamento FITAV in vigore fino ad i seguenti cambiamenti tutti in negativo?Certamente ve ne sono alcuni dovuti a concertazioni tra le Federazioni,ma sarebbe interessante conoscere puntualmente la posizione dell'Italia in quelle assemblee e da quali **ESPERTI**rappresentata.a)La prima rovina della F.O. e dello SKEET è stata la riduzione da 2oo a 125 piattelli.E si abbassato il livello medio dei Tiratori in quanto ai risultati.c)Con le competizioni a 125 piatt.non è determinato il vincitore se non dopo il finalino,ed il Tiratore con il miglior risutato,tutto può accadere, si potrà trovare FANALINO di coda.d)Cambi di CAT.Sarebbe necessario ripristinare il vecchio passaggio di CAT.terze e seconde e solo il 5% di ogni Regione acquisirebbe il diritto a partecipare alla PROVA UNICA di Campinato Italiano per il passaggio in PRIMA CAT.ma non più di 10 TIRATORI.e)Per la Cat.Ecc.rimarrebbe come fu INVENTATA innell'anno 1977 con primo Campionato svoltosi nall'anno 1978.Eliminate le DIAVOLERIE,sono deleterie e nonrappresentano correttamente la scala dei valori in campo.Continuiamo a parlare di T I R O .Ci sono tre generazioni a confronto.I risultati hanno il loro V A L O R E .Cordialmente Peppino

Bacco Giuseppe 07/06/2010 Caro Bruno, non posso che condividere tutto quanto dici .
La tua è logica che applica con intelligenza una maturata esperienza.
Mi spiace dover ammettere che tutte le castronerie regolamentari ci vengono propinate nel disinteresse totale della massa dei tiratori.
I pochi di noi che argomentano e dibattono, lo fanno tra di loro ed , a quanto pare, senza alcun interesse da parte di chi è nella stanza dei bottoni.
Per quanto mi riguarda non mi hanno messo a tacere con una diffida che ha passato tre gradi di giudizio e che mi ha dimostrato quanto siano superficiali e forse anche disinteressati i gestori delle giustizia sportiva.
Ti dico solo che ho ricevuto l’esito negativo del mio ricorso alla Commissione d’Appello con degli scarabocchi di firme dei Componenti senza l’indicazione del nome e cognome.
La motivazione di ricusazione fa riferimento ad argomenti che nulla hanno a che vedere con la primaria decisione di diffida.
Pensa il livello !!!
Continuerò quindi a dibattere di queste cose e mi fa ancor più piacere parlarne con le persone che frequentano questo forum. Mi sembrano tutte persone che esprimono opinioni intelligenti e ragionevoli e che rispettano le ragioni altrui anche nelle occasioni nelle quali non le condividono.
Pensa che leggo anche tutti i tuoi ….polpettoni …. con grande interesse e ogni volta che apro il forum mi piacerebbe trovarne uno.
Sono proprio inguaribile..!
Ciao.

ALIPRANDI BRUNO 07/06/2010 Caro Bacco,
sapendo che Ti sei guadagnato la categoria SuperVeterani, per quanto riguarda la commissione disciplinare, Ti sarei grato se mi puoi dare un'informazione.
Vorrei sapere se la sentenza del giudice federale nei miei confronti è pubblica e pubblicabile. Nel caso fosse pubblica, vorrei renderla nota nel forum, pubblicandone la fotocopia. Ti ringrazio anticipatamente Bruno

Bacco Giuseppe 08/06/2010 Non so se le sentenze sono pubblicizzabili dai - condannati -. La mia è stata pubblicata sul giornalino ancora prima del tempo previsto per il ricorso. Non ricordo di aver letto sui regolamenti una proibizione alla pubblicazione.
Sarebbe simpatico rendere pubblico lo scambio di corrispondenza e la sentenza: ammesso e non concesso che chi legge riesca a comprenderne il senso. Io non ci sono riuscito: ho addirittura pensato di essere su scherzi a parte.

Salzano Giuseppe 08/06/2010 Pregg.Bruno e Giuseppe,non credo di sbagliarmi,circa la pubblicazione delle sentenze,in quanto leggo spesso SENTENZE di Tribunali Amministrativi Regionali (TAR).di Tribunali della Giustizia ordinaria di ogni ordine e grado,quindi Appello,Cassazione con la narrazione dei fatti siccome accaduti e data la differente e meno rilevante entità Giuridica,sarebbe GIUSTO innanzitutto che i tesserati di Nostra Madre Matrigna venissero a conoscenza delle Pronunce delle Sentenze emesse,mentre sarebbe sempre tardi,che Coloro che sono stati sottoposti a censura facessero conoscere la Materia del Contendere.Con stima,Vi saluto cordialmente.

armani roberto 14/06/2010 …ma non ho capito…cosa pensavate?..
che le lezioni di tiro fossero terminate?...ha ha ha, no no anzi!

L’EMOZIONE IN PEDANA..

.. ho già capito dai, mi sembra di sentirVi tutti quanti che mi dite: *Armani cos’hai scoperto? L’acqua calda?..*
Allora io vi rispondo forse si e forse no..vediamo se i miei pensieri sono anche i vostri o se invece ci può essere qualcosa in più;
Parto con una frase che il mio amico Carlo (il famoso allenatore a cui a volte fa rifermento il mio amico Bruno) mi dice tutte le volte che mi accingo ad andare in pedana:
*..vai tranquillo Roberto, stai calmo e vedrai che ne rompi un camion di piattelli..*
ed io nella mia mente penso: *..bella scoperta, hai detto niente Carlo.., il problema è proprio quello…anzi è l’essenza di questo giochino…*
ma se un ragazzo o una ragazza neofiti mi chiedessero: *..ma come si fa Roberto a non emozionarsi in pedana?..*
Io ho sempre detto e pensato, che in questo sport la prima regola fosse quella di essere sinceri con noi stessi e avere tanto rispetto sia per questa splendida, quanto difficile disciplina, che per tutte le persone che la praticano.
Detto questo ho anche sempre creduto che l’emozione in pedana rappresenti uno degli elementi più importanti di questo sport, di conseguenza è inutile pensare di scacciarla, o di fingere con noi stessi che non ci sia..ma al contrario farla diventare una parte importante della nostra forza…e il modo c’è.
Dobbiamo fare in modo che l’emozione sia controllata da noi, e quindi il primo passo è sicuramente quello di accettarla accanto a noi, poi il passo immediatamente successivo sarà quello di incanalare questa grande energia in forma di attenzione.
Significa che quando il cuore batte un più forte e il respiro si fa più irregolare è solo un semplice segnale della nostra emozione al quale noi rispondiamo iniziando a respirare più regolarmente e cercando nei nostri movimenti la semplicità e l’essenzialità, così succede che quello che è partito come energia fuori controllo ci sta ora dando sempre più forza, sempre più concentrazione e un gesto sempre più controllato ed essenziale….
Oserei dire…..UN GESTO CONTROLLATO DALL’EMOZIONE.

Quindi io direi a questi ragazzi di non voler essere quello che non sono, ma anzi di essere in pedana quello che sono anche fuori..l’emozione fa parte del tiro a volo..il pensiero *sincero* e di *fiducia in se stessi* è stato ed è per me quello giusto per fare una bella serie (..non ho detto un bel punteggio…quello poi viene da sè..).
Ciao ragazzi e alla prossima.

Vigo Africano 14/06/2010 Se non ci fosse l'emozione, mancherebbe anche l'adrenalina che è il motore della soddisfazione di partecipare alla Competizione.

ricciardi silvio 14/06/2010 UTILE O DANNOSO ?? . - In questi ultimi mesi mi sono *dovuto* concedere lunghi periodi di riposo, durante i quali, però, non potendo sparare, mi sono dedicato ad osservare con attenzione gli altri tiratori che si avvicendavano in pedana. Il fenomeno che mi ha colpito ed incuriosito è quello del nuovo modo di dare il pull che trova sempre maggiore aggregazione da parte di molti praticanti. L'abituale breve emissione di voce, che dà il via al bersaglio, è stata sostituita con un vocalizzo prolungato che , a dire dei *maestri* del nostro sport - sic!! - dovrebbe supplire a compensare eventuali lanci irregolari per i fuori tempo. La teoria potrebbe trovare una giustificazione sempre che, nel giro di una pedana,non si notasse che il nuovo metodo adottato crea una specie di sonnolenza dinamica, per cui alcuni piattelli diventano assolutamente non raggiungibili. Vorrei,quindi, chiedere ai nostri lettori se questa nuova tecnica può rappresentare un reale vantaggio o meno, prima ad iniziare anche io - ma solo in via sperimentale - ad ululare in pedana come un vecchio lupo spelacchiato.

ALIPRANDI BRUNO 15/06/2010 Caro Silvio, la tecnica della chiamata lunga, dovrebbe avere una sua logica e utile caratteristica per la fossa universale. Si sa , che lanci e uscite non hanno le stesse tempistiche per tutte e cinque le macchine (un piattello lanciato a 60 m., avrà un'uscita diversa da quello lanciato a 75m.). Naturalmente, se il 60 m. è un angolato a 45°, e per contro dalla parte opposta un 75 m . a 45°, si ha bisogno di portare il fucile sul bersaglio in modo quasi pattinato, ecco quindi che una chiamata lunga può aiutare. Diceva il mitico Carlo Sala (campione mondiale degli anni pionieristici),** La chiamata del piattello (F.U.), deve essere come la bacchetta del direttore d'orchestra...una prosecuzione lunga**
Questo è anche il modo di chamare che è stata ed è caratteristica di molti campioni d F.U., ad esempio Pl.Rochi, F. Negrni, F.Felix, Calos Cruz, A.Marques, Peel, Y.Tronc, ecc.
Se tanto mi da tanto, l'opposto dovrebbe essere per la f.o., dove non vi sono notevoli e differenze di velocità d'uscita del piattello e oltretutto l'uscita è sempre dalle medesime e ristrette posizioni. Li ,a mio parere , la chiamata dovrebbe essere logicamente brevissima. Per quanto riguarda poi i ritardi, si è sempre d'accordo che la regola principale è lo stare fermi sulla buca fino ad aspettare e vedere bene l'uscita del bersaglio.
Questo è il mio parere, ma mi piacerebbe conoscere altre opinioni. La questione che hai sollevato è interessantissima e spesso determinante , per l'ottenimento di un alto risultato, su campi dove non si spara con abitudine. Un caro saluto Bruno

Rea Carmine 15/06/2010 All'Amico Silvio Ricciardi.
Risposta/Parere: Utile o Dannoso ?
Personalmente credo che ognuno di noi, piccoli o grandi tiratori che abbiamo la fortuna di essere per i motivi più svariati, ci avventuriamo in pedana seguendo quasi sempre degli schemi imprevedibili. Indipendentemente dalla validità del personalissimo ordine mentale, modalità e tipologie di azioni che cerchiamo di imporci fuori dalla pedana. Sottolineo cerchiamo perché è poi davvero una impresa ardua attuare i nostri convincimenti una volta che ci accostiamo alla pedana. Figuriamoci quelli degli altri, anche se più bravi ed esperti. Tra le tante cose, ciò che però può facilmente accadere in pedana e mi è capitato di doverlo constatare da attore e spettatore in tanti casi, è l'inspiegabile ed inconsapevole condizionamento da chi ci precede in pedana: che ci porta ad imitarlo inconsciamente nella voce, nei tempi e negli zeri. Di fatto però ognuno di noi crede di avere una propria personale identità fuori ed anche in pedana. Anche se poi, inspiegabilmente e spesso, il timbro di voce insieme alla personale rappresentazione fonica di quello che è il comando che vorremmo dare, come se fossero passati attraverso filtri particolari che nemmeno noi sapevamo di avere, assumono una nuova dubbia connotazione.
..Indipendentemente da tutto quello che possiamo insegnare a noi stessi, attraverso le esperienze dei grandi tiratori ed attraverso tutto quanto di negativo o positivo possiamo dire indifferentemente sulle chiamate prolungate o corte, sussurrate o gridate, vocaleggi, sillabazioni o frasi che siano purché rientranti nel vociario che si potrebbe ormai scrivere con il supporto di chi ne ha viste e sentite in tanti anni di pedana. A tale proposito ricordavo appunto in questi giorni al mio carissimo amico Peppino Salzano, che saluto calorosamente ringraziandolo per tutto quanto di positivo riesce ancora a trasmettere a chi gli presta attenzione, la singolare chiamata che era costretto a fare un tiratore che ho conosciuto tanti anni fa quando incominciavo a sparare sul modestissmo campo La Selva di San felice a Cancello. Questo tiratore di cui non ricordo il nome, avendo dei grossi problemi alla mano e braccio destro, dopo essere riuscito con non pochi artifici a caricare, chiudere e portare in spalla il fucile, con la bocca doveva effettuare due azioni: Chiamare il piattello e comandare il particolare congegno di azionamento dello sparo: un contatto elettrico che teneva e stringeva tra i denti al momento opportuno, per comandare elettricamente l'elettromagnete di azionamento del dispositivo di sparo.
Non ricordo se quanto gli usciva dalla bocca corrispondesse ad una chiamata prolungata o corta, sussurrata o gridata, vocaleggio, sillabazione o frase ma posso garantire che quel tiratore che per me resta GRANDE: più di noi altri, i piattelli li rompeva veramente con la bocca.
Personalmente posso riferire che:
Quando sto bene: vocaleggio tronco e sussurrato a-
Quando sto male: vocaleggio lungo e forte a-a
Un Saluto Calorosissimo a chi ci legge e sopporta.
Carmine Rea

Bacco Giuseppe 16/06/2010 Caro Roberto, tu sarai, o forse sei, un grande maestro.
Hai il pregio di rispettare , anzi di mettere in primo piano, le individualità degli allievi.
Non imponi le tue convinzioni cercando di cucirle addosso a chi ti ascolta, le metti semplicemente a disposizione.
Bravo..mi piace molto il tuo modo di fare!
Emozione.
E’ ovvio dire che l’emozione è una sensazione individuale e come tale va gestita.
A quanto hai detto benissimo permettimi di aggiungere una considerazione che nasce da un aneddoto.
Ai miei inizi credevo di avere una particolare difficoltà a controllare l’emozione. Verso fine serie, quando sentivo il punteggio, il cuore si faceva sentire e gli ultimi piattelli diventavano più difficili.
Credevo fosse un mio limite perché mi pareva di notare nei tiratori più forti una maggiore freddezza.
Mi capitò a Fagnano, in un GP di prima, di essere davanti ad uno dei miei idoli.
Avevamo entrambi concluso la seconda serie con un punteggio elevato ed il mio cuore stava ancora battendo forte. Il direttore di tiro mi consegnò lo statino e la penna per fare giuria quando si avvicinò quel tiratore, al quale rivolgevo parola con deferenza, dicendomi che preferiva scrivere lui.
Gli consegnai lo statino con difficoltà perché la sua mano tremava molto più della mia.
Capii che non ero il solo a soffrire.
Nel tiro a volo le emozioni ci sono per tutti: cerchiamo di gestirle senza paranoie.
Chiamata.
Poiché ritengo indispensabile separare nettamente la chiamata dalla partenza, penso sia poco importante la lunghezza della chiamata stessa.
Credo sia una scelta personale. A mio avviso sarebbero da evitare le chiamate troppo corte e quelle troppo lunghe. Dicono che la chiamata secca potrebbe agevolare gli strappi e quella lunga potrebbe rallentare la partenza.
Credo che potrebbe essere anche il contrario.
La difficoltà su cui bisogna lavorare e la gestione di quella frazione di tempo – corta o lunga, che intercorre tra la chiamata e la partenza.
Ciao a tutti.

armani roberto 16/06/2010 ..è davvero d'obbligo, conoscendo il valore delle persone che partecipano a questo tema, come minimo ringraziarle per gli apprezzamenti che ricevo..ultimo in ordine di tempo quello di Giuseppe, che insieme ad altri tiratori è una risorsa preziosa per la sua esperienza;
quindi grazie Giuseppe.
a proposito considero quello della chiamata un argomento molto interessante e importante, personalmente per il momento posso dire che io di solito ho una chiamata abbastanza breve e con tono medio, però in merito ai pregi e ai difetti dell'una o dell'altra tecnica magari provo ad intervenire di nuovo.
ciao

armani roberto 18/06/2010 ..dunque secondo me anche stavolta, come per le canne alte o basse, stiamo entrando in una sfera molto personale, direi personalissima e di conseguenza credo difficile da inquadrare con pregi e difetti, piuttosto io preferirei metterla, o meglio considerarla tra quelle caratteristiche di un tiratore, nelle quali il tiratore stesso deve riporre grande fiducia (ricordate quando abbiamo parlato di fiducia nei propri mezzi?)perchè la chiamata del piattello è indubbiamente un momento importantissimo, tant'è che il tiratore considera quella frazione di secondo il momento di massima attenzione e concentrazione per lui e reputa quindi, dopo aver compiuto diversi passaggi precedenti, che è giunto il tempo di dare il via, il *pull*, solo in quell'istante, non prima e non dopo, che a suo insindacabile giudizio ritiene il momento *giusto* per *scatenare l'inferno* direbbe qualche commentatore del MotoGP.., mentre io preferisco dire*..per tradurre in un gesto armonioso il nostro pensiero*;
quindi è per quanto detto sopra che ritengo che il modo di effettuare la chiamata sia cucito addosso ad ognuno di noi come un vestito ed estremamente personale e di conseguenza credo anche difficile (e forse, in alcuni casi, anche controproducente)da modificare..

Ascoltate un pò adesso (se vi è rimasta ancora un pò di pazienza..), io avrei potuto dire a riguardo della chiamata *solo* questo:
- per me la chiamata ideale è quella breve con tono e modalità da non interferire con la nostra impostazione di partenza;
- la chiamata è un momento che penso debba essere distinto dal resto delle altre fasi del gesto;
- infine credo che questo tipo di chiamata aiuti sia ad effettuare una migliore valutazione del bersaglio che ad intervenire con il tempo corretto sul piattello.
Però ho scelto, come avete letto, di fare anche altre considerazioni perchè come ho sempre detto sono fermamente convinto che le altre opinioni espresse, come ad esempio quella di Bruno sulla *chiamata lunga*, oppure anche altre che ho letto siano allo stesso modo da valutare molto attentamente (da me per primo), e sicuramente per chi adotta con fiducia ed esperienza quella tecnica, altrettanto efficaci.

lo so so...cosa ci posso fare..mi mettete li un argomento interessante..mi date l'opportunità di parlare dello sport più bello del mondo..di dire tutti i miei pensieri...e poi secondo voi cosa succede??..esce sto bel *papello*
..va beh dai se siete riusciti ad arrivare in fondo vi ringrazio, e mando un salutone a tutti.

ricciardi silvio 18/06/2010 LUNGO O CORTO . - No, non mi riferisco assolutamente agli interventi di Armani, che sono sempre oltremodo ponderati e graditi da noi tutti. Che il pull nasca con il tiratore fin dalla prima fucilata è cosa fin troppo nota e naturale, il dover porre il quesito è scaturito dal rilevare che alcuni, già esperti, - ma non di altissimo livello beninteso - hanno trasformato il via al bersaglio - SOPRATUTTO ALLA FOSSA OLIMPICA - allungando, a mio avviso, l'emissione vocale oltre limiti ragionevoli. Quale vero maestro può averli orientati ?? Quale fortissimo tiratore di interesse nazionale emette quattro-cinque note invece di una ??? Era questa una delle risposte che cercavo, condividendo in pieno le impostazioni tecniche di Bruno per la Universale e di Roberto per la Olimpica. Può darsi che, finalmente, il mondo del tiro si evolva; nei vecchi affiora ancora il desiderio di conoscere come il nostro sport si trasformi tentando di migliorarsi. Ah se fosse così anche per le federazioni !!!

Salzano Giuseppe 19/06/2010 Silvio,ma il Tuo **vocalizzo**lo ripeto alla Tua maniera,non è stato sempre piuttosto lungo e non corto che unitamente allo scatto a rilascio Ti avvantaggia in quache maniera? Saluti Peppe

ricciardi silvio 19/06/2010 PULL . - No, emissione breve di tono medio basso - se alzavo il tono strappavo costantemente - e nonostante buona volontà, fucile e grilletto di buon livello: zeri a montagne !!

armani roberto 13/07/2010 RAGAZZI/E NON PENSATE (TROPPO) AL PUNTEGGIO.

Ho pensato che se la mia intenzione è davvero quella di dare anche un solo consiglio *giusto* ad un ragazzo o ad una ragazza che tira al piattello, allora la mia attenzione è necessario che si sposti proprio sui giovani mentre sono in pedana e non solo;
quindi, sempre andando a pescare nella mia modesta esperienza di tiratore e soprattutto nella mia grande voglia di riuscire a trasmettere ai ragazzi qualcosa di buono, provo a dire due cose riguardo quel titolo che ho messo la sopra.
Premetto che io ho un’ immensa considerazione per questi ragazzi che vedo davvero appassionati e desiderosi di fare bene, e mi sarebbe tanto piaciuto iniziare a tirare così da giovane come loro.
In più li devo anche ringraziare tutti quanti in generale perché mi stanno dando nuovi stimoli sia come tiratore che come (chissà se e quando) futuro istruttore.
Mi è capitato di osservare, forse più spesso di prima, qualche giovane tiratore in pedana, ho osservato e cercato di capire quello che passa nei suoi pensieri durante una serie, ho ascoltato quello che dice prima di salire in pedana e ciò che dice quando finisce la serie.
Alcune delle frasi che ricorrono più spesso sono
Prima di andare in pedana:
*..adesso devo cercare di fare almeno 22*….
Finita la serie:
*..prima sono riuscito a fare 23…adesso invece ho fatto solo 20..*
Appena arrivati nel parcheggio del tiro:
*..sai che ieri sono riuscito a fare 24!*
Caricando il fucile in macchina:
*…più di 16 non faccio!* *..che palle ero arrivato a fare 20 e 21 e adesso…ufffff*
E via dicendo..su questa lunghezza d’onda.
Allora io adesso dico a questi ragazzi e ragazze che magari seguono tiroavoloforum, quello che anche tanti amici del forum con esperienza direbbero loro, e cioè:
ragazzi concentratevi su di voi, sulla vostra passione, sui vostri mezzi e la fiducia in voi stessi, su quello che state facendo in pedana, sulla ricerca della vostra tranquillità interiore, concentratevi pure anche sulla tecnica certo, sulla vostra voglia di fare bene e perché no di fare anche meglio,
sulla vostra voglia di divertirvi e provare piacere nel tirare dimostrando a tutti e a tutto quale è l’unico modo (stupendo) di usare un arma da fuoco…fate diventare il vostro modo di stare in pedana il vostro stile di vita e viceversa…
Vedete quante cose ci sono su cui concentrarsi?…e se ci fate caso del punteggio non abbiamo proprio parlato…perché scoprirete che se riuscirete a pensare al punteggio solo quando sarà finita la gara, avrete sempre delle piacevoli sorprese.

Ecco sapete cosa direbbe il mio amico Sandro Polsinelli a questo punto?...e bravo * Padre Roberto*..mò la tua predica l’hai fatta…adesso stai a posto. (Sandro dai aspetto un tuo messaggio sul forum…lo so che ci sei..)

Cosa ci volete fare…io sono fatto così…e non vedo l’ora di ritrovarmi ancora nel bel mezzo di una bella gara di tiro al piattello.
Ciao a tutti e alla prossima.

armani roberto 25/08/2010 Meditazioni estive
(ovvero mettere in discussione la propria tecnica di tiro)

Attenzione intendo: *mettere in discussione la propria tecnica quando questa è già da tempo consolidata e portatrice in taluni casi di risultati più che soddisfacenti*
Forse se stessimo leggendo un manuale a questo punto saremmo di fronte al capitolo * livello avanzato..*, e come sempre provo a spiegarvi e a ritrovarmi io per primo in quello che dico;
allora, viene un momento che il tiratore di provata esperienza, visto che è dotato di elasticità mentale e non sottovaluta mai le opinioni altrui, decide di capire..
capire esattamente la tecnica da lui adoperata, riconoscere nei propri gesti tutte le fasi necessarie e presenti, che dovrebbero in questo modo garantire di avere effettivamente la padronanza di quella tecnica, cioè di sapere sempre in ogni momento quello che sta facendo.
Perché questo? Per la necessità che ad un certo punto viene, di voler dare una certa regola al tuo modo di tirare, insomma ad un certo punto uno dice: *ma devo proprio stare a guardare tutte le volte se va bene oppure se va male senza sapere esattamente quello che sto facendo?*
Non so se mi sono spiegato, voglio solo dire che tirare non dovrebbe essere come giocare d’azzardo, è o non è una disciplina sportiva? E come tale se una persona vi si dedica con sacrificio deve arrivare a praticarla non come qualcosa di buttato li, o che dipenda esclusivamente dalla giornata più o meno fortunata, a qualsiasi livello venga fatta.
Capire…capire quello che stiamo facendo per poterlo poi ripetere in qualsiasi occasione, su qualsiasi campo di tiro…si…eppure deve potersi fare…e la mia mente continuava a ripetere questi concetti…spinta anche da una piacevole lettura di un libricino scritto da un certo Rossetti Bruno…vi dice qualcosa questo nome?..credo proprio di si.
Ad un certo punto, sia nella mia mente, che sul campo mi metto su questa via…capire quel che faccio…mentre tiro…e sembra funzionare, mi sembra di rompere bene, in modo diverso forse, ma con un senso, e questa sensazione di aver dato una regola al mio tirare mi rende tranquillo, mi sembra anche di essere più forte.
Le sensazioni di questo periodo iniziale però vengono meno con il passare degli allenamenti e delle gare…mi sto rendendo conto che tutte le volte che tiro devo pensare…pensare a quel che sto facendo…riconoscere se sto facendo tutto per bene…ripetere quella che mi sembrava aver capito essere la regola del mio tirare…;
d’altronde ero io che l’avevo cercata…non volevo solo aspettare, stare a vedere se quella volta mi sarebbe andata bene o no, ma volevo essere un po’ io a decidere…ma sbagliavo, e gli zeri me lo confermavano.
Una cosa era giusta…una sola…dovevo avere si i miei riferimenti fissi, il pensiero che la mia tecnica dovesse essere sempre quella era corretto, ma la strada intrapresa del voler capire…vedere…riconoscere…quella no.
La strada giusta era quella della piena fiducia in me stesso e nella mia tecnica, anche se personalissima, ma estremamente efficace se supportata dalla fiducia.
Non vedevo più o capivo così dettagliatamente quel che succedeva mentre tiravo con la mia tecnica sviluppata in tanti anni di tiro, ma dentro al gesto di sicuro c’era tutto il necessario…perché i piattelli si rompevano così facilmente che era bello *giocare al tiro a volo…*, quello che c’era da fare per dare una regola e un senso a quello che facevo, e quindi produrre un gesto corretto sempre ed in ogni occasione non era capire.. vedere…riconoscere…ma era concentrarmi ed avere fiducia in me, così di conseguenza facevo quello che bisognava fare senza nemmeno rendermene conto.
Avevo conquistato in questo modo la sensazione di avere una regola e la padronanza del tiro, era la fiducia che mi dava la certezza di stare facendo bene…confortato anche dalla rottura del bersaglio, e la mia tecnica stava bene li così com’era…perfetta.

Ma, io non so se questa mia personale esperienza può dare delle indicazioni, a me ha insegnato e ricordato una cosa: trovo giusto che la tecnica debba avere dei fondamenti comuni e dai quali non si può prescindere, trovo giusto che ciascuno capisca quello che sta facendo per non fare una volta in un modo e una volta nell’altro, ma sono convinto che il modo per rendere efficace il gesto è quello di farlo *..senza voler capire..* avendo grande fiducia in se stessi e rimanendo concentrati….altrimenti il rischio è quello di sparare fuori tempo e senza capire perché il bersaglio non si è rotto e conseguenza ben peggiore non accettarlo.
Vorrei sottolineare che sono altresì convinto che sparando in questo modo si compiono comunque in modo corretto tutte le fasi necessarie, come la fase importantissima della valutazione del piattello, anche se non stiamo pensando a farlo.
Questa è una mia personalissima convinzione, e naturalmente se dovessi insegnare a sparare ad un ragazzo giovane agli inizi avrei un altro tipo di approccio, mentre sono sicuro che l’argomento possa essere interessante per tanti tiratori con esperienza.

Vi lascio con alcune righe, non certo mie, ma di quel fantastico campione e grande uomo che è Bruno Rossetti, che alla fine di quel libricino di cui vi parlavo scrive:

*Tirare un piattello dovrebbe essere come creare un pensiero.
Con il pensiero sbagliato, si fa poco più che del rumore.
Con il pensiero giusto, s’ impara anche a vivere.*

SONO TORNATO!! TREMATE! OH VOI CHE VOLEVATE DORMIRE SONNI TRANQUILLI SENZA *PSEUDO MAESTRI DI TIRO* TRA I PIEDI…
Ciao a tutti…e lasciatemi ancora scherzare un po’.

ricciardi silvio 31/08/2010 ROBERTO ARMANI . - Leggendo una prima metà del tuo intervento ho avuto il terrore di dover tentare di trovare una nuova ricerca di diversa concentrazione ante-tiro. Tutto hai, però, chiarito nella seconda parte, diretta esclusivamente a chi spara da anni e con risultati adeguati alle proprie capacità. Ogni tentativo di *capire* cosa si sta facendo, non fa altro - per noi ormai abituati da anni a sparare in un certo modo - che ridurre la capacità della abituale, indispensabile concentrazione. Giustissima la differenziazione con la tecnica da insegnare ai giovani. Splendido articolo, Roberto, bentornato tra noi!!

armani roberto 31/08/2010 ..grazie Silvio,
è sempre importante per me la tua lettura dei miei interventi sulla tecnica;
ho appena trascorso uno stupendo fine settimana di tiro, due giorni conclusi con una bella vittoria, ma la vera cosa straordinaria che sto provando in questi giorni, è la stupenda sensazione di ricordi di quei momenti così intensi e altrettanto fuggenti vissuti durante il culmine della gara.
lo spareggio finale andrà a far parte dei miei ricordi più belli e unici che solo uno sport come il tiro a volo può regalare.
i tiratori che hanno spareggiato con me hanno dimostrato lo stesso mio identico valore e dirglielo stringendo loro la mano è in assoluto il ricordo più bello che ho..

ZUCCHETTI ROBERTO 31/08/2010 complimenti roberto,sei stato davvero bravo.un pochino di merito però è anche mio visto che ti ho sfamato con i biscotti plasmon....ciao e ancora complimenti.

ricciardi silvio 31/08/2010 ROBERTO ZUCCHETTI . - Se questo nuovissimo sistema di alimentazione consente tali risultati, domani ordino un tir di biscotti della notissima azienda, ma inizio già stasera strappandone uno dalle mani della mia ultima nipotina Giordana. Una sicura vittoria vale più del pianto convulso di una adorabile bimba!! O no ???

zucchetti renzo 31/08/2010 x Roberto complimenti x la bellissima vittoria di domenica

armani roberto 31/08/2010 ..ah ah ah!!
mi avete fatto morire dal ridere cara *premiata ditta Zucchetti*
Vi ringrazio di cuore per i complimenti...e per i plasmon!! ah ah ah
p.s. occhio a quelle due sedie pieghevoli che avete...sono davvero utili...mmmm...tenete gli occhi aperti...
a proposito adesso che avete rotto il ghiaccio mi farebbe davvero piacere leggere anche i vostri pensieri * di tiratori* ogni tanto.
ciao ragazzi e a presto.

ZUCCHETTI ROBERTO 01/09/2010 Purtroppo con me i plasmon non funzionano e se funzionano lo fanno poco e male.......

armani roberto 01/09/2010 Caro Roberto,
plasmon a parte (che speriamo non facciano rientrare tra le sostanze proibite dopo i nostri discorsi), mi piacerebbe capire un po’ di più in merito al *..funzionano poco e male *;
lo so perdonami è una mia deformazione, se mi sembra di percepire qualche difficoltà comincio subito a sentire una vocina che mi dice: prova a capire perchè ha detto così..magari riesci a trovare un modo per aiutarlo a fare meglio..
vorrei approfittare per lasciare ancora una volta qui sul sito la mia e-mail personale: roberto.armani@tin.it che spero venga utilizzata da te e da tutti gli altri amici del forum che vogliono parlare di tiro, oltre che qui sul forum, anche direttamente con me per chiacchierare di qualsiasi cosa.
Caro Roberto, può darsi che nella mia *valigetta* io riesca a trovare la frase giusta da dirti per sistemare qualche piccola difficoltà, e sono sicuro che io per primo posso arricchirmi ascoltando le tue sensazioni quando tiri.
p.s. dai una sbirciatina nella galleria nei prossimi giorni.....
un grosso ciao a te e a Renzo.

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